Quanto conta essere campioni d'inverno?

di Davide Terruzzi |

Ha perfettamente ragione Sarri. Campione d’inverno è una formula giornalistica. Non è un titolo. Non è un’assicurazione alla vittoria. Non lo può essere, a maggior ragione, quando il girone d’andata si chiude con le prime quattro racchiuse in tre punti. Non è nemmeno alquanto sensato trovare nella cabala e nei precedenti qualche certezza, del tipo “chi è campione d’inverno poi vince il campionato”, proprio per la ragione che ogni stagione andrebbe contestualizzata e analizzata per quello che è. Per gioco, vediamo prima chi ha vinto il girone d’andata e poi quello di ritorno (cui dovremmo dare il platonico titolo di campione di primavera).

Campione d’inverno

2004-2005: Juventus 44; 2005-2006 Juventus 52; 2006-2007 Inter 51; 2007-2008 Inter 49; 2008-2009 Inter 43; 2009-2010 Inter 45; 2010-2011 Milan 40; 2011-2012 Juventus 41; 2012-2013 Juventus 44; 2013-2014 Juventus 52; 2014-2015 Juventus 46

Campione di primavera

2004-2005 Juventus 42; 2005-2006 Milan 48; 2006-2007 Inter 46; 2007-2008 Roma 40; 2008-2009 Inter 41; 2009-2010 Roma 48; 2010-2011 Milan 42; 2011-2012 Juventus 43; 2012-2013 Juventus 43; 2013-2014 Juventus 50; 2014-2015 Juventus 41

E ora vediamo chi si è laureato campione d’Italia. Tra parentesi i punti nel girone di ritorno.

Vincitrice campionato

2004-2005 Juventus 86 (42); 2005-2006 Juventus 91 (39); 2006-2007 Inter 97 (46); 2007-2008 Inter 85 (36); 2008-2009 Inter 84 (41); 2009-2010 Inter 82 (37); 2010-2011 Milan 82 (42); 2011-2012 Juventus 84 (43); 2012-2013 Juventus 87 (43); 2013-2014 Juventus 102 (50); 2014-2015 Juventus 87 (41)

Quindi chi è campione d’inverno vince poi sempre il campionato? Da quando esiste il girone a 20 squadre sì, ma bisogna entrare dentro la questione. Guardiamo il vantaggio della squadra prima in classifica a gennaio sulla seconda: 2, 10, 9, 7, 3, 5, 4, 1, 5, 8, 5.

Questo cosa significa? Nella maggior parte dei casi, semplicemente, è la formazione più forte che gira con un cospicuo margine e riesce a mantenere lo stesso andamento anche nel girone di ritorno o può permettersi addirittura il lusso di amministrare il vantaggio. Quando non succede, ad esempio con la seconda Juventus di Capello, le ultime Inter di Mancini e Mourinho, si arriva a decidere il campionato all’ultima giornata con la squadra campione di primavera che sfiora il titolo.

Non avendo nessuna sfera di cristallo è complicato ora affermare con sicurezza “vincere il Napoli perché la storia dice questo”. Nessuna delle prime quattro può permettersi di gestire la situazione. E non ci sarebbe da sorprendersi se per la prima volta fosse la squadra vincitrice del girone di ritorno ad alzare a maggio lo scudetto. Gas a martello direbbero altrove. Ecco, gas a martello. Dovremmo chiedere a Sconcerti, per esempio, se è mai successo che una squadra sconfitta nelle prime due giornate sia poi riuscita a girare a meno 2 dalla vetta raggiungendo chi aveva raccolto sei punti…