Campioni d’inverno in maniche corte

di Sabino Palermo |

Un regalo di Natale sotto la Mole: fredda, cinica e spietata la Juventus di Allegri conquista il titolo di campione d’inverno con due turni di anticipo. Il Napoli rimane a -8, unica inseguitrice “credibile” in un campionato mai in discussione fino a questo momento, e l’orchestra bianconera ha come obiettivo il record di 52 punti nel girone d’andata. Battere la Juve di Capello (2005/2006) e quella di Conte (2013/2014) diventa un altro traguardo da raggiungere, ormai in un’annata dove tutto sembra possibile.

 

Ma è davvero così semplice continuare a vincere per la Vecchia Signora? Tutto sembra già scritto e previsto, come un copione teatrale degli anni ‘30, ed una commedia all’italiana vuole che – come accade da 7 anni – siano i bianconeri a dominare incontrastati la Serie A. Gli altri, in fila e ben allineati, aspettano un passo falso che sembra non arrivare mai: siamo a 16 vittorie su 17 partite. Un dominio.

 

Sotto l’albero, però, il protagonista non è così scontato. Mario Mandzukic, uomo delle “grandi partite”, si è preso ancora una volta la scena all’Allianz Stadium contro una rivale tricolore. Stacco imperioso, ormai diventato incubo dei terzini, e palla schiacciata con violenza dentro la porta. A Ferragosto ci saremmo aspettati Ronaldo e Dybala a braccetto, magari insieme a Douglas Costa libero di offendere in qualsiasi zona del campo, mentre ora celebriamo l’onnipotenza del vero trascinatore di questa prima parte di campionato. E siamo a 39 gare su 40 in cui, se il croato trova la rete, la Juventus porta a casa i 3 punti (ora, va bene, la più importante a Cardiff non è andata proprio così…).

 

Gli obiettivi della Juve sono altri, ben dichiarati da Villar Perosa dal presidente Agnelli, ma stappare lo champagne di campioni d’inverno fa sempre piacere. C’è un questo clima di festa, poi, che ha il sapore del dolce natalizio. Un pandoro regalato da Verona, sponda Chievo, ed un panettone indigesto a San Siro: cosa poter chiedere di più a Babbo Natale? Ancora due partite prima della sosta, a Bergamo e poi con la Samp a chiudere l’anno, per la truppa di Allegri con l’obiettivo di battere se stessi.

 

Ed ora non importa chi sarà protagonista, con quale modulo scenderemo in campo o se vinceremo soffrendo. Perché la sola cosa che conta, prima di tutto, è continuare a vincere: lo sappiamo fare meglio di chiunque altro, ora anche in Europa (record di punti nei maggiori campionati), ora e soprattutto nella nostra cara amata Italia.