Un campionato falsato, dalla pochezza di tutti

di Sandro Scarpa |

Juventus-Inter rinviata, come altre cinque gare nelle Regioni “rosse” (Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna).

Perché si è passati dalle “porte chiuse” al rinvio? Da alcune ricostruzioni, sembra che il Governo abbia cercato un’inversione di marcia (tardiva e vana) rispetto all’immagine di un Paese blindato che, oltre all’esplosione dei contagi e delle crisi economica, rimanda all’estero uno scenario drammatico.

Così, la Lega di A, colto questo input, ha revocato le “porte chiuse“, evitando di diffondere le immagini di 5 gare senza pubblico -tra cui il big match stagionale, visto all’estero da milioni di spettatori-.

Delle cinque Regioni coinvolte, l’unica a “riaprire” i luoghi pubblici a partire da oggi -lunedì- era il Piemonte e l’unica gara con 2 squadre impegnate in 3 competizioni era appunto Juventus-Inter.

LUNEDI‘: La Lega ha offerto ad Inter e Juve la possibilità di non ingolfare il calendario (l’Inter deve recuperare anche la gara con la Samp) e giocarla subito Lunedì 2 marzo, a porte aperte, come prevede l’ordinanza in Piemonte, ma senza residenti in Lombardia, Emilia e Veneto.

L’Inter rifiuta categoricamente.

Le motivazioni  espresse da Marotta nel suo tour iper-mediatico sono:

  1. La Lega ci ha comunicato questa ipotesi in modo aleatorio (?)
  2. Saremmo stati penalizzati dalla mancanza dei nostri tifosi.
  3. Le gare di Coppa (Juve-Milan e Napoli-Inter) si sarebbero accavallate con danni alla Rai

Insomma, Marotta voleva giocarla senza tifosi, calendario, tempi e procedure erano secondari.

Si arriva così agli ultimi sviluppi.

MERCOLEDI‘: Napoli e Milan accettano il rinvio della Coppa Italia, Juve-Inter potrebbe giocarsi mercoledì ma l’Inter rifiuta ancora, sostenendo di aver già proposto quella data per recuperare Inter-Samp, con un precedente rifiuto del Napoli.

LUNEDI’ PROSSIMO: Altro giro, altra proposta: le gare rinviate, inclusa Juve-Inter, potrebbero giocarsi lunedì 9 marzo (giorno dopo l’attuale -provvisoria- scadenza dell’ordinanza per la Lombardia), risposta di Marotta: su lunedì 9 marzo NON C’E’ NE’ PRECLUSIONE, NE’ APPROVAZIONE.

Intanto, sia Inter che Bologna fanno sapere (o fanno ammuina?): “Per Inter-Sassuolo non accetteremo le porte chiuse!”. “Per Bologna-Juventus non accetteremo le porte chiuse!“.

Mentre Marotta compare in ogni programma sportivo del weekend, la Juve tace, ha parlato Agnelli in settimana -“accettiamo le decisioni degli organi preposti“-. La Juve avrebbe giocato domenica a porte chiuse, lunedì a porte semi-aperte, mercoledì o lunedì 9 marzo o il 13 maggio. L’Inter al momento ha bocciato tutte le soluzioni tranne una: GIOCARLA SENZA TIFOSI.

Scelte, idee e frasi di Marotta sono LEGITTIME. Marotta tutela i suoi interessi. Come sempre, da noi o da loro. Con mezzi e finalità diverse, a seconda dei contesti e del “cliente” di riferimento.

La Lega avrebbe dovuto, in una situazione delicata, arrivare a ad una decisione chiara, trasparente e condivisa con tutte le società o, al limite, inchiodare i club “riottosi” alle loro responsabilità.

Sbaglia Dal Pino (Presidente Lega eletto da Lazio, Milan, Napoli e non votato da Juve e Inter) a non esternare in modo chiaro PRIMA di revocare le porte chiuse, e sbaglia dopo le parole di Marotta a rivelare il rifiuto dell’Inter, costringendo lo stesso Marotta ad una “difesa” mediatica a 360 gradi.

L’errore più grave è però l’assurda strumentalizzazione di una vicenda drammatica (per il Paese e per il sistema calcio) per il solito “tiro alla Juve e al Palazzo“. Squallida la solita informazione parziale, col codazzo di sospetti e veleni da bar sport dei media. Rai e Mediaset con un’intervista senza contraddittorio a Marotta, Sky col faccione gigante di Agnelli sullo sfondo (cosa c’entra la Juve?), per tacere di alcuni insospettabili (a parte per la fede sportiva), come Enrico Mentana.

Tutti a trattare l’argomento come fosse un rigore sospetto o un fallo a centrocampo, stoccate, polemiche, allusioni e il più classico dei sondaggioni: “Campionato falsato o no?”.

Se alcuni politici (da tutte le parti) strumentalizzano un fenomeno dilaniante per le sorti del Paese solo per un pugno di voti in più, se alcuni giornalisti oscillano tra procurato allarme e minimizzazione, il nostro calcio -tra Lega, media, tesserati e tifosi- si distingue per essere l’abisso più estremo, litigando e starnazzando sulle macerie di un campionato.

Campionato falsato sì, ma dalla pochezza di molte delle parti in causa.