Il Calendario, tra statistiche, espressioni algebriche e… Juve di Marzo!

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Carmine Gioffrè

Il calendario d’avvento o l’avvento del calendario non è mai stato, almeno personalmente, motivo di profonde introspezioni retroattive.

Almeno, non da qualche anno a questa parte.
Così, a cavallo di luglio e agosto, dopo aver assaporato le prime amichevoli estive, tratto spunti di riflessione e intavolato accese digressioni alcoliche alla sagra del paese, arriva lui, felpato: il calendario di Serie A. Non ci fai caso. Non dopo otto anni di successi nazionali. Non quando in squadra hai un alieno e, soprattutto, non quando il migliore acquisto della migliore concorrente al titolo è un difensore attempato, presentato con un docucorto sull’Uruguay che sembra una pubblicità rubata a quei motori di ricerca online su come organizzare al meglio i tuoi viaggi.
GodinPuntoCom…GodinPuntoYeah!

Non ci fai caso perché, appunto, sei troppo abituato a vincere per preoccuparti di chi sarà la prima da affrontare, il primo scontro diretto…che poi, diretto cosa?!

L’anno calcistico appena passato le hai prese a sberle al primo appuntamento utile!
Scontro diretto cosa?!
Così, leggero, ti assopisci con quasi nessun pensiero. Forse solo la fantasticheria sbadigliata del grande colpo di mercato di agosto che tutti si aspettano, come ogni anno d’altronde, ma con la consapevolezza – a memoria di vissuto – che, comunque vada, il tuo grande amore non ti lascerà deluso. Forse con un pò di amaro in bocca, ma mai veramente deluso.

E’ mattina. La sveglia biologica estiva fa il suo sporco dovere e con il tuo bel pigiamino, rigorosamente acquistato allo store ufficiale e corredato di ciabattine bianconere, te ne vai in veranda a gustarti il primo caffè della giornata. Ed è lì, è proprio in quel momento di pace, che ti ritorna in mente una voce cadenzata toscana, che sa di circoli equestri, profuma d’erba fresca e di calendario, quello di frate indovino però, con l’elenco dettagliato dei martiri del mondo e tutti i sacri crismi annessi. “La Juve di marzo”, sibila.
Il brivido…

“Bisogna arrivare a marzo nelle migliori condizioni”, fiata. Ora è ufficialmente terrore! Butti giù il caffè in un sorso e ti fiondi al computer.“Calendario Juventus 2019 2020”, Cerca.
“Allora. Vediamo. Marzo…”
Inter, Bologna, Lecce, Genoa e mettiamoci anche le prime tre di aprile, n’si sa mai…Torino, Milan, Atalanta.

Da lì partono i calcoli, i confronti incrociati, gli unpertrettre…
Rivivi a mente le partite di QUELLA Lì dell’anno prima, cominci a fare analisi, supposizioni, rivedi la rosa attuale, ti fai il conto dei centrocampisti, calcoli l’età media della difesa e speri che lo staff del JMedical rimanga senza nulla da fare per tutta la primavera che verrà. Rivedi Madrid e lo stadio senza pace della tanto ambita finale. Costa, Cuadrado, Khedira.

L’indimenticabile ritorno, con il Re che esulta sotto il settore ospiti e ti prende per mano sotto la curva per ringraziarti, che anche se a chi stringe la mano è un’altro, tu immagini la stia stringendo a te (con annessa erezione a seguito). Sandro, Barzagli, De Sciglio, oltre ai sopracitati.
E a seguire…

A seguire forse sarebbe meglio non rammentare, o ricordare soltanto il colpo di testa di un diciannovenne che svetta, di fisico e giustizia, sopra un Rugani e un Sandro – che a confronto sembrano due putti da arredamento – forse troppo impacciati. Ed è giusto ricordarlo, perché oggi, quel ragazzetto tirato su ad omogeneizzati geneticamente modificati, si presta a diventare il nuovo perno di una storica difesa che di storico le è rimasto ben poco. Di stoico, invece, da vendere. Caceres, Can, Chiellini, Cuadrado, Mandzukic. Rivedi i conti, riassembli le carte, per scrupolo ti riguardi lo staff tecnico e medico, cerchi riscontri con il passato.

Il calendario d’avvento o l’avvento del calendario non è mai stato, almeno personalmente, un problema così irrisolvibile di espressioni algebriche e statistica. Non lo è fin quando non ti ricordi della tua, attesa e qualche volta deludente, Juve di marzo. Quella che l’anno prima fu quasi un disastro e l’anno prima ancora, un mostro a sette teste, delle quali, però, nessuna riuscì a deviare la rovesciata del millennio di un Re che, alla stagione successiva, avrebbe zittito Madrid mostrando il pacco alla tribuna ospiti. E alla fine, di tutto ciò, non ti rimane altro che un computer, tanti fogli sparsi e la netta convinzione che, in realtà, il Calendario di Serie A non sia altro che il figlio illegittimo della meretrice Nyon.


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