A CALDO / Juve-Siviglia 0-0: non si chiama mentalità, si chiama baricentro

di Luca Momblano |

Buono, non si è preso gol.
Benino, salvo due o tre sbavature senza precedenti in appoggio negli ultimi due anni e mezzo da parte di Bonucci, non si è gigioneggiato in fase di possesso.
Ottimo, Higuain è come ce lo si aspettava, esattamente così se al 60% rispetto al top della condizione atletica.
Wow, wow sincero, Chiellini migliore in campo (cosa si sia visto e notato in televisione non mi interessa).
Maledizione, si è pareggiato alla prima che comunque ti può gasare, per di più in casa, contro una squadra che deve tuttora ricostruire le proprie certezze. Non altre maledizioni, a quelle credono soltanto i fini narratori delle strane avventure invernali della Coppa d’Africa.
Ma cribbio e cribbio, quando ci vuole ci vuole: della titolare importa poco, non esistono controprove se non logiche da calcio-scacchi. Però il pensiero era già naturale 45 minuti prima del gong: squadra muscolare, tendenzialmente difensiva, tra esperienza e ragionamento che a volte diventa sega mentale in campo. Ovvero pensare a studiarsi, aspettare che si accenda una battaglia che non c’è, quando da studiare c’era tanto e poco allo stesso tempo.
Sampaoli è effettivamente un operaio innovatore, riempie e svuota i reparti, e guardando questa girandola di cose cervellotiche ci siamo via via addormentati quando il fatto che le prime e uniche due verticali non finiscono come con il Sassuolo.
Era lì che c’era da interpretare una nuova parità, per dirla come Allegri.
L’assalto finale, non disperato perché poi magari ti fai anche male, dimostra che il baricentro fa molto.
Che la freschezza serve, anche se fa strano si chiami Pjanic. E Lemina non è stato tra i peggiori, solo che non è calciatore di baricentro. Tantomeno con tre dietro. Ma questo è un altro discorso. Un discorso che non può valere solo per l’Europa.
Certe cose non sono matematiche, sono proprio psicologiche (aspetto squadra) o anzi filosofiche (aspetto staff). Ne riparleremo al momento della solita rassegna di metamorfosi stagionali che ci verranno proposte.
Saremo una volta belli, una volta brutti, una volta cinici, una volta cosmici, una volta fortunati o mazziati.
Ma saremo sempre forti.