A CALDO / Juve-Sassuolo 3-1: Sangue freddo anche dopo la sparatoria

di Luca Momblano |

Zampate e vampate possono coesistere.
Ce lo sta insegnando Gonzalo Higuain, pazzesco nella sua declinazione di finisseur e di qualità quasi dimenticata (a Torino) nella capacità di svolgere anche il ruolo di attaccante lucido, elegante ed efficace per la fase offensiva in quanto a manovra.

Il Signore del Gol, la Juve gliene chiede simbolicamente 100 in tre anni, ha paralizzato la pazza voglia del Sassuolo, menomato ma capace di far vedere che un calcio diverso in Italia è possibile (poi però capita che perdi anche male e non ti devi lamentare, tenete sempre anche ben presente questo motto da mutuarsi dalla Premier).
Quali indicazioni dalla terza di campionato durata un tempo?
Che la Juve di Allegri insiste nel volersi e sapersi gestire.
Cambiano gli uomini, crescono le cose da stropicciarsi gli occhi, diminuiscono quelle per cui mettersi le dita nel naso, eppure la filosofia non cambia.
Prima la testa, poi solo in caso di estrema necessità gettarsi a corpo morto.
Prima quindi Khedira, sempre più padrone della trovata centralità dentro il progetto tecnico bianconero. Usare la testa e trovare la porta.
Poi, anche, fare possesso pur senza essere padroni del centrocampo. Non servirà nemmeno con il Siviglia.

C’è tempo, tanto tempo, anche se mai troppo. Ricordiamocelo.