A CALDO / Juve-Pescara 3-0: c'è chi è diesel come Khedira e c'è chi ama le emozioni forti

di Luca Momblano |

La partita meno sentita di questo ciclo che si chiuderà con la Supercoppa Italiana del 23 dicembre va come deve andare, va come chiede che vada Allegri: senza rischi, in crescendo, tenendo il manubrio e senza distinguersi troppo che poi qualcuno se ne accorge. E ci tengo a precisare: non porgerò qui giudizi sui singoli perché, a sentore dopo prime letture web e ascolti televisivi, non saremmo d’accordo quasi su nessuno.
Anzi, due etichette attacchiamole, quelle di Khedira e Mandzukic, diesel se ce n’è uno il tedesco, trattore che non scalderà mai i cuori, vento di passioni il secondo, capace di riprendersi in qualche modo la Juve come si prese il Bayern in cui le stelle erano altre. Pestano duro, questi qua. Pestano prima ancora di occuparsi della reclamata tecnica di Allegri. Un problema e una virtù insieme, elementi con i quali dovremo confrontarci con spirito zen da qui a fine stagione.

Interessante invece valutare alcune macro di questa squadra, che vince nella noia assoluta di chi non riesce più neppure a infiammarsi per un colpo di testa di poco a lato, un sombrero a centrocampo o un clamorosissimo palo. Higuain ne sa qualcosa, lui che “non si trova con il croato”. Poi i tre mancini, triangolo senza incastri, dove ognuno sembra andare per conto suo (Evra, Asamoah e Alex Sandro) anche quando gli scambi di posizione vorrebbero raccontarci di idee rivoluzionarie. Perché il brasiliano è quello sopra le righe nei numeri e negli occhi, eppure non basta ancora. In quanti ci leggono un giocatore ancora tutto da conoscere? E certo, potrebbe essere una buonissima notizia.

Pezzi qua e pezzi là.
Rugani che deve fare il suo perché Bonucci sarà anche una chioccia perfetta ma sul campo, con i palloni e con le coperture, ti tratta come un Barzagli qualunque. Questa è la Juve.
Cuadrado che va per conto suo, e va come un treno anzi come una lepre, con quei cambi di direzione e un modo di stare in campo che sarebbe un guaio mettere dentro una confezione predefinita.
E tanto altro, fino al gol di Hernanes e i primi passi di Kean. Altri due fattori che vanno per conto loro, luci di una notte utile soprattutto il lunedì quando (noi) riguarderemo con più attenzione la classifica e la squadra guarderà già alla Champions.
Sono questi i ruoli, sono questi i focus. Divertenti, no? Per le emozioni forti tocca attendere. Il rischio è il vostro mestiere.