A CALDISSIMO / Lione-Juventus 0-1: Clark Kent torna Superman, e la paura è spazzata via

di Fabio Giambò |

Sono passati pochi giorni dal messaggio lanciato dalla curva bianconera a Gigi Buffon: “Anche Superman a volte era solo Clark Kent”, e stasera sembra quasi una risposta quella che il capitano bianconero dà al suo pubblico. Una prestazione non eccezionale quella della Juve, Gigi si carica la squadra sulle spalle, poi ci pensa Cuadrado ad affondare il Lione con un colpo mortifero che lancia la banda bianconera in vetta al girone di Champions.

Ormai quella di Allegri sembra una ricerca maniacale di un undici iniziale sempre nuovo, stavolta la novità principale riguarda la scelta di Evra nei tre dietro con Bonucci e Barzagli. Rispetto alle previsioni della vigilia c’è Lemina e non Hernanes davanti alla difesa, per il resto spazio ai migliori a disposizione con fasce brasiliane occupate da Dani Alves ed Alex Sandro, Pjanic e Khedira interni in mediana, Dybala con Higuain a formare il tandem offensivo.

Parte bene la Juve nei primi dieci minuti, pressing alto e asfissiante che mette in difficoltà i padroni di casa, ma non si riesce a trovare la via del tiro anche per un atteggiamento troppo rinunciatario del Lione che si difende con tutti gli effettivi dietro alla linea della palla. Qualche leziosità di troppo di Dani Alves e la serata così così di Dybala fanno il resto, di conseguenza per impensierire l’estremo difensore avversario ci vuole un’invenzione di Higuain su imbeccata di Khedira, ma i francesi si salvano. Il copione resta questo sino alla mezz’ora, poco dopo un’incredibile ingenuità di Bonucci regala un penalty a Lacazette, ma ci pensa capitan Buffon a scacciare via paura e critiche neutralizzando la conclusione della stella avversaria. Nell’occasione dell’azione che ha portato al rigore da segnalare la leggerezza in uscita ancora di uno spento Dybala a mettere in controtempo tutta la difesa, regalando di fatto un corner gratuito. Nelle battute finali della prima frazione torna a spingere la Vecchia Signora, due bei cross di Dani Alves però non vengono sfruttati pienamente dal Pipita prima e da Bonucci dopo. Non pervenuto Pjanic nei primi quarantacinque minuti.

Al ritorno in campo la musica sembra subito differente, ma non nel senso sperato dai tifosi bianconeri: il Lione comincia a spingere con più vigore, le imprecisioni della retroguardia juventina si manifestano ancora, ed allora ci vuole di nuovo Buffon a mettere pezze miracolose sulle disattenzioni di Dani Alves ed Alex Sandro a cavallo dell’espulsione di Lemina per un’ingenua doppia ammonizione decretata da un arbitro comunque non nella sua migliore prestazione considerando un paio di episodi rivedibili, soprattutto in occasione di una reazione di Darder su Pjanic punita solo col giallo. Quando meno lo si aspetta, però, Allegri pesca il jolly dalla panchina: fuori la brutta copia di Dybala, dentro Cuadrado, passaggio al 4-4-1, e ci pensa proprio l’ala colombiana a regalare la vittoria ai suoi con una giocata da urlo a chiudere un contropiede iniziato da una sontuosa apertura al volo di Higuain. La sofferenza finale è quasi d’obbligo, ma il forcing del Lione è controllato senza grossi patemi d’animo anche grazie all’ingresso di Benatia per Dani Alves con Barzagli a scivolare a destra.

Sono tre punti importantissimi quelli conquistati dalla truppa di mister Allegri considerando la contemporanea vittoria del Siviglia a Zagabria: bianconeri e spagnoli guidano ora il girone H a 7 punti (differenza reti migliore per la Juve), Lione fermo a 3, ancora a quota 0 da Dinamo.