A CALDISSIMO Lazio-Juve 0-1: poche idee ma chiare

di Claudio Pellecchia |

Si comincia disorientati perché l’assenza di Leo (a proposito: un grande in bocca al lupo al piccolo Matteo affinché dimostri la tenacia e il coraggio di cotanto padre) non può non farsi sentire. E infatti i primi 10 minuti si balla oltre il lecito, anche in virtù di una Lazio che i cronisti d’altri tempi avrebbero definito ‘pugnace’. Ma se Barzagli non può fare il Bonucci, Benatia può fare il Barzagli e quindi quando tutto manca le pezze ce le mette lui (e Chiellini).

Col passare dei minuti ci si assesta sul consueto ritmo gattopardeggiante, alla ricerca dell’accelerazione improvvisa che però non arriva, visto che Bastos e Lukaku se la cavano egregiamente e nonostante Dybala dimostri di poter accendere la luce a piacimento. Il primo tempo scivola via così, con l’impressione di poter far male ai volenterosi biancocelesti e il timore di non riuscire a farlo.

Dubbi che Sami Khedira ci mette 20 minuti a fugare: del resto se sei sempre al posto giusto nel momento giusto finisce che la cosa giusta prima o poi la fai. Tanto più se la fai con il solito inserimento sulla solita palla cantante di Dybala. Magari dieci secondi dopo l’ingresso di un Higuain che si muove bene ma spreca un paio di buone occasioni in contropiede che il ‘Pipita’ originale avrebbe fatto sue senza problemi: calmi, si rifarà. Poi è il solito trascinarsi verso il novantesimo, gestendo molto, rischiando nulla, cincischiando un pò troppo. Non Pjaca che in tre minuti rischia di incidere fin da subito.

Niente di trascendentale, insomma, il solito spartito mandato a memoria in funzione dell’unica cosa che realmente conta in questo momento: i tre punti. Idee poche ma chiare, per ora basta e avanza così.