A CALDISSIMO / Juve-Siviglia 0-0: Esordio in bianco per la Vecchia Signora nel salotto buono d'Europa

di Juventibus |

Di Fabio Giambò @FabioGiambo

 

Si dimentica di disattivare il freno a mano la Vecchia Signora nel circuito europeo, è solo 0-0 contro il Siviglia all’esordio stagionale in Champions League: bianconeri poco incisivi in avanti, poco fluido il gioco in mezzo, si lasciano desiderare anche le giocate in fascia lì dove Dani Alves pensa più allo spettacolo anziché al sodo, mentre Evra non trova mai il passo per mettere in difficoltà i diretti avversari.

Allegri parte ovviamente con Barzagli e Chiellini ai fianchi di Bonucci davanti a Buffon, torna Dani Alves a destra, stavolta a sinistra spazio ad Evra, sorpresa in mediana: confermati Khedira interno destro e Lemina centrale, in posizione di interno sinistro torna Asamoah per Pjanic, un passaggio tattico non di poco conto considerando la posizione e le giocate dell’ex Roma appena quattro giorni fa col Sassuolo. Davanti, neanche a dirlo, la coppia tutta argentina Dybala-Higuain.

Primo tempo dai due volti.
Nel primo quarto d’ora la Juve pressa alta seppur non ferocemente sull’uomo, si pensa più a chiudere le linee di passaggio degli spagnoli, e proprio su due palle recuperate così vengono costruite le più nitide occasioni della frazione con Khedira che in entrambi i casi non trova la conclusione giusta sui perfetti inviti di Dybala, oggi più impegnato nella trequarti offensiva anziché a tutto campo come al solito, seppur ci sia da segnalare un apprezzabile recupero dell’argentino al limite dell’area di Buffon.
Anche il pressing ospite si fa via via più alto tanto da mettere in difficoltà il giro-palla di Bonucci, così nella seconda parte del tempo il ritmo cala vertiginosamente con Lemina poco abile a dettare i tempi e Siviglia poco propenso ad offendere contro una retroguardia bianconera che non rischia mai di capitolare, ed allora la palla-gol è ancora bianconera sull’ennesimo recupero in pressing che però trova Higuain sprecone e disattento nel non accorgersi di essere tenuto in gioco dal poco ordinato movimento in uscita degli uomini di Sampaoli.
Meno vigoroso rispetto all’avvio dei primi quarantacinque minuti il rientro in campo nella ripresa, si spinge quasi esclusivamente a destra e in ripartenza, non a caso è Dani Alves a vestire i panni del rifinitore dopo un primo tempo decisamente rivedibile per lui, ma Higuain e Dybala si fanno chiudere uno dalla traversa, l’altro dai difensori spagnoli, ed allora col passare dei minuti la porta avversaria sembra stringersi sempre più, come quando nel finale, in pieno recupero, ancora un’iniziativa dell’ex Barcellona libera Alex Sandro che però non trova l’angolo giusto.
Finisce così fra la delusione del popolo dello Stadium.

Amaro in bocca, dunque, per la Vecchia Signora costretta al pareggio interno dopo le tre vittorie in campionato: buone notizie stavolta dalla difesa, evidente la solidità che ha fatto le fortune della Juve negli ultimi cinque anni, mentre è mancato il colpo decisivo in zona offensiva, manca ancora quel killer-instinct che col Sassuolo non aveva permesso di chiudere la partita, e che stasera non è saltato fuori per consegnare quel golletto necessario per portare a casa i tre punti.