A CALDISSIMO / Juve-Sassuolo 3-1: Tanto tuonò che piovve: Higuain più Pjanic, attenti a quei due

di Juventibus |

Nella gioielleria dello Juventus Stadium la Vecchia Signora mette in mostra subito i suoi nuovi preziosi: Higuain e Pjanic danno un assaggio di quella che potrebbe essere la stagione bianconera, già condita da nove punti in tre partite, resta addirittura la sensazione diffusa che gli uomini di Allegri non abbiano messo in mostra tutto il potenziale a disposizione provando a tratti movimenti e giocate più d’allenamento che da impegno ufficiale.

E’ ancora 3-5-2, ma stavolta cambiano gli interpreti probabilmente considerando la vicinanza anche con l’esordio in Champions League di mercoledì prossimo: turno di riposo per Barzagli dopo le fatiche in Nazionale, c’è Benatia accanto a Bonucci e Chiellini, né Dani Alves, né Cuadrado a destra, più o meno a sorpresa dentro Lichtsteiner, Lemina in regia, esordio da mezz’ala per Pjanic con Higuain dal 1′ accanto a Dybala, seppur la posizione del bosniaco – le ripetute giocate di fino di quest’ultimo sulla trequarti bianconera utilissime a mandare a vuoto il pressing Sassuolo – appare da subito più alta ed in un certo senso quasi sulla stessa linea della Joya libero a spaziare per il campo, e forse troppo lontano dalla porta.
Si parte col brivido, una Juve inizialmente distratta viene quasi colpita, Buffon suona la sveglia e i bianconeri ripartono come fossero indiavolati: tic-tac-toe, Dybala inventa, Higuain colpisce, il Sassuolo subisce il colpo, e cinque minuti dopo l’ex Napoli colpisce ancora stavolta sfruttando la rifinitura di Khedira che dopo i due gol, dunque, mette a segno anche un assist, il tutto nelle prime tre partite di campionato.
Sono dieci minuti pazzeschi quelli iniziali, tante le occasioni potenziali non sfruttate per poca cattiveria sotto porta, ma il tris arriva comunque e porta la firma di Pjanic che ribadisce in rete una sua precedente conclusione di testa respinta solamente dalla traversa.
Minuto 27: Juve 3, Sassuolo 0.

I commenti sarebbero quasi superflui, difficile fare anche considerazioni tattiche di rilievo per la sorprendente aggressività della Vecchia Signora sino a sedici metri dai pali di Consigli, le grida di Allegri a bordo campo appaiono quasi fuori luogo, un campanellino d’allarme che sembrerebbe stonare col coro perfetto, ma poi il vero campanello lo suona Antei che accorcia le distanze sfruttando un’indecisione di Buffon: il capitano la parata decisiva l’aveva comunque già piazzata nel momento giusto in apertura.
Il copione non cambia neanche dopo il riposo: Lemina rompe il gioco neroverde, Dybala è il regista avanzato della squadra, Higuain gioca di sponda a favorire gli inserimenti dei compagni, e così il più pericoloso è ancora Pjanic che non viene praticamente mai “letto” dalla mediana degli uomini di Di Francesco, ma che viene invece stoppato (come Lichtsteiner, come Dybala stesso, come Mandzukic) da Consigli, fra i migliori in campo.
Unici nei ancora evidenti i calci da fermo – vedi il gol subito, vedi il brivido sulla deviazione di Chiellini a pochi passi da Buffon nella ripresa – e la mancanza del killer-instinct che ha rischiato di far tornare in partita un avversario fuori dal match teoricamente già dopo meno di mezz’ora.
E’ una vittoria che passerà alla storia più per quanto fatto vedere nella primissima parte che per il resto del match passato comunque più nella metà campo avversaria che dalle parti dell’area di Buffon: adesso giù con Siviglia ed Inter, due tappe già fondamentali per la stagione bianconera.

 

Di Fabio Giambò
@FabioGiambo