A CALDISSIMO / Juve-Roma 1-0: vennero, videro, persero

di Fabio Giambò |

In tempi non sospetti Allegri era stato chiaro, tre gli obiettivi della Juve prima della pausa natalizia: qualificazione agli ottavi di Champions, primo posto in campionato mettendo alle spalle in primis proprio la Roma, vittoria in Supercoppa. Il primo è stato già archiviato da qualche settimana, il terzo lo si giocherà nella sfida di venerdì con il Milan, sul secondo il sigillo è arrivato stasera grazie alla vittoria di pochi minuti fa, diretta inseguitrice della Vecchia Signora regolata con autorità da Buffon e compagni

Il mister rischiera Pjanic dietro ad Higuain e Mandzukic, Sturaro in mezzo come compagno di Marchisio e Khedira, Lichtsteiner ed Alex Sandro in fascia, lo strepitoso Rugani accanto a Chiellini, anche lui fisicamente straripante.

Il copione del match è chiaro nelle prime battute, i bianconeri tengono il campo decisamente meglio rispetto ai capitolini, complice anche un assetto tattico di quest’ultimi tutt’altro che compatto. Dopo pochissime battute Higuain fa le prove generali deviando debolmente un cross a mezz’altezza di Mandzukic, poi l’argentino fa tutto da solo: vince la sfida fisica col solito nervosissimo De Rossi, supera di slancio Manolas e sinistro chirurgico che tocca il palo e si insacca alla destra di Szczesny. Dal vantaggio in poi Marchisio e soci decidono di abbassare il ritmo, controllo abbastanza agevole sino al fischio di metà gara, eccezion fatta per una mischia ad un passo da Buffon a seguito di un corner, situazione risolta dalla respinta di Lichtsteiner. E’ proprio questa la nota stonata di serata: non è stata questa l’unica situazione pericolosa in area juventina a seguito di palle alte e da fermo, nonostante un gigantesco Rugani, come detto, capace di annullare totalmente Dzeko. Nella parte finale del match manca il killer instinct per colpa di qualche imprecisione di Cuadrado (entrato al posto dell’infortunato Pjanic) e di un paio di prodezze dell’estremo difensore avversario su un monumentale Sturaro, guerriero a tutto campo. Il fischio finale di Orsato, a margine del pressing infruttuoso della squadra di Spalletti, fa scattare la gioia sugli spalti dello Juventus Stadium, è già titolo d’inverno.

Un titolo platonico ma che lancia un chiaro segnale alle inseguitrici: quando la Juve c’è con la testa dentro ai match, al di là dell’aspetto estetico non esattamente entusiasmante, è difficile che al fischio finale i tre punti vengano conquistati da altre compagini.