Juve-Porto 1-0: Dybala ed undici metri di ordinaria meraviglia

di Fabio Giambò |

Archiviata la pratica Milan, con annessi e connessi legati alle polemiche del post-partita, la Juve non si è distratta nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro il Porto, e forte del 2-0 esterno dell’andata si è andata a conquistare il pass per i quarti conquistando anche stasera la vittoria grazie alla rete di Dybala, ancora una volta dal dischetto così come venerdì sera contro Donnarumma.

Allegri conferma Benatia accanto a Bonucci, torna titolare Alex Sandro a sinistra, in regia spazio a Marchisio con turno di riposo per Pjanic, per il resto tutte confermate le previsioni della vigilia.

Ottimi i primi dieci minuti bianconeri, la palla gira velocemente, la difesa portoghese ha qualche problema a capire soprattutto la posizione di Dybala, ma la Joya non è lucida in un paio di occasioni nelle quali si poteva concludere decisamente meglio. Nella parte centrale della frazione ci provano gli ospiti ad affacciarsi dalle parti di Buffon, ma il capitano resta praticamente inoperoso, viene concesso semplicemente uno sterile predominio territoriale fine a sé stesso. La Juve si accende quando il gioco si sviluppa dalle parti di Dani Alves, i duetti proprio con Dybala mettono in difficoltà gli avversari, si prova a sfondare da quel lato più che a sinistra anche perché la serata di Alex Sandro è tutt’altro che felice dal punto di vista tecnico. In chiusura di frazione l’episodio che fa partire già i titoli di coda sul discorso qualificazione: corner da destra, Casillas respinge goffamente la prima conclusione bianconera, Higuain è il più veloce di tutto, ma Pereira gli stoppa il tiro sulla linea. Il tocco del difensore del Porto, però, arriva col braccio, per l’arbitro non ci sono dubbi: calcio di rigore (arto largo, capito De Sciglio?) ed espulsione per aver interrotto una chiara occasione da gol. Ci pensa ancora Dybala, come detto, ad insaccare spiazzando l’estremo difensore ospite. Nella ripresa c’è subito Pjaca in campo per Cuadrado, già ammonito, il mister sceglie di prevenire pensando già al turno successivo. I ritmi calano inevitabilmente, sopra di tre gol ed in superiorità numerica non ci sarebbe stato motivo di forzare, ma qualche distrazione di troppo dietro, fra Dani Alves e Benatia, non sarà ben digerita nell’allenamento di domani, anche se comunque alla fine la rete resta inviolata: si chiude sull’1-0.

Il massimo risultato, dunque, col minimo sforzo: prova di maturità mentale, forze risparmiate, probabilmente si poteva fare qualcosa di più in termini di gioco sviluppato, ma per quello ci sarà eventualmente tempo e modo più avanti, stasera l’importante era costruirsi il prosieguo del cammino europeo, e così è stato.