A CALDISSIMO / Juve-Empoli 2-0: la pazienza è la virtù dei forti

di Fabio Giambò |

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Ogni match è importante in una corsa a tappe, non lo scopre oggi la Juve, ma quando poco prima di entrare in campo ricevi la notizia dello stop inatteso di una delle dirette inseguitrici anche un normalissimo Juve-Empoli diventa improvvisamente “pesante”: la Vecchia Signora non sbaglia, con tanta pazienza come da carattere del mister, 2-0 maturato nella ripresa con firme inaspettate quali quelle di Mandzukic (con la collaborazione di Skorupski) ed Alex Sandro.

Dopo l’importante vittoria di Oporto ed in attesa della sfida di Coppa Italia proprio contro i partenopei, Allegri opta per un massiccio turn-over con Bonucci e Rugani rispolverati in mezzo alla difesa, Dani Alves dal 1′ con Alex Sandro sull’altra fascia, c’era attesa per capire le posizioni dal centrocampo in su: l’impressione è che per larghi tratti si sia visto un centrocampo a tre con Pjanic in mezzo e Marchisio sul centro-destra, Sturaro sul centro-sinistra, ed attacco a tre con Cuadrado e Mandzukic larghi, Higuain punta centrale.

Si parte a mille all’ora e solo un insolitamente impreciso Pipita permette a Skorupski di non capitolare subito a seguito di un’azione avvolgente ben orchestrata da Pjanic. Cuadrado nei primi quarantacinque minuti sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare, compreso un tiro svirgolato che per poco Mandzukic non trasforma in oro. L’azione più bella viene posta in essere in contropiede: verticalizzazione di Dani Alves per Higuain, taglio per Mandzukic, il croato però perde il tempo e si fa ipnotizzare a tu per tu con il portiere. Il secondo tempo riparte con Higuain ancora fiacco, ed allora ci vuole tutta la prepotenza di Mandzukic per incanalare il match sul binario giusto: il cross di Cuadrado stavolta è un gioellino, lo stacco imperioso di Mario non lascia a scampo a Skorupski, nonostante la deviazione iniziale. Juve brava ad evitare anche la reazione d’orgoglio dei toscani, e a metà frazione ci pensa Alex Sandro a far partire i titoli di coda: cross basso di Dani Alves, l’ex Porto scherza con Laurini dopo lo stop, tiro secco in diagonale e palla all’angolino. Nel finale spazio anche per Dybala e Pjaca inizialmente in panchina, tanto spettacolo nei fraseggi ma fine a sé stesso.

Pratica archiviata senza alcuna fatica, nonostante lo 0-0 del primo tempo, e miglior modo per dare continuità alla vittoria col Porto e prepararsi senza distrazioni mentali alla sfida di Coppa Italia di martedì.

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