A CALDISSIMO / Fiorentina-Juve 2-1: un'ora di gioco non la regali a nessuno

di Fabio Giambò |

Vincono tutte dietro, la Juve no: partiamo da questa semplicissima considerazione per far capire quanto questo weekend faccia male alla Vecchia Signora. Poi andiamo a vedere come è arrivata la sconfitta in casa della Fiorentina, con un’ora di gioco totalmente regalata ai viola, e una mezz’ora finale giocata più coi nervi che con la tecnica, e con un Dybala fratello gemello di quello visto a Doha a sprecare l’occasionissima finale che poteva evitare il passo falso completo.

Allegri rispolvera il 3-5-2 tenendo fuori Pjanic per tutto il match, torna Cuadrado nell’undici titolare, per il resto la formazione è quella che ci si aspettava alla vigilia, ma il risultato è che la squadra bianconera finisce per smarrire le cose buone delle ultime settimane.

Il primo tempo è un incubo, si soffre fisicamente e tecnicamente, troppi errori dei singoli, anche di chi solitamente è sempre preciso, un esempio su tutti Andrea Barzagli, simbolo di una difesa che viene anche sovrastata dalla fisicità di Kalinic, non è un caso che sia proprio il croato a realizzare l’1-0 a seguito di un episodio dubbio sul quale Alex Sandro – anche lui abbastanza male tecnicamente – perde più tempo a protestare anziché contrastare gli avversari. Subito in apertura di ripresa la mazzata del raddoppio, conseguenza naturale di quanto visto in campo sino a quel momento: il gol di Badelj è più che casuale nella dinamica (palla messa in mezzo, liscio di Chiesa su Alex Sandro ancora troppo passivo, Buffon sorpreso), ma spiega bene la differenza fra quanto mostrato sino a quel momento. La reazione c’è, la firma Higuain con una zampata a sfruttare un’indecisione della difesa toscana, Allegri lì prova a mettere dentro tutto il materiale offensivo a disposizione con Pjaca e Mandzukic insieme al Pipita e Dybala, ma la Joya stavolta tradisce i suoi spedendo alle stelle un’ottima palla lavorata da Mandzukic dopo la rifinitura dello stesso Higuain. Il forcing finale non arriva, ed allora finisce come nessuno sperava.

Una sconfitta simile a quella col Genoa, anche se meno rotonda, mostrate le crepe bianconere sia dal punto di vista tattico che dal punto di vista tecnico, come già ampiamente detto, resta ancora quel senso d’incompiutezza che alimenta le speranze di Roma e Napoli, ora vicinissime al netto del recupero di Crotone.