A CALDISSIMO / Crotone-Juve 0-2: Mandzukic più Higuain, e passa la paura!

di Fabio Giambò |

Partita semplice, sgambata settimanale, gita in Calabria: tutto vero, sulla carta, poi però si deve andare in campo ed i punti vanno conquistati senza distrazioni, senza rischiare passi falsi. Per un tempo qualche spettro è passato davanti agli occhi di Dybala e compagni, nella ripresa tutto è tornato naturalmente al proprio posto grazie alle reti di Mandzukic ed Higuain.

E’ ancora 4-2-3-1, ormai schema fisso per mister Allegri, anche se comunque cambiano tanti interpreti: confermato Buffon fra i pali, cambiano gli esterni con Dani Alves al rientro dal 1′ – ed evidentemente in ritardo di condizione – ed Asamoah dall’altro lato, Rugani e Bonucci in mezzo, Rincon con Khedira per dar fiato a Pjanic, davanti tutto confermato con l’unica eccezione rappresentata da Pjaca per Cuadrado.

Primo tempo poco entusiasmante, giusto per usare un eufemismo, con il Crotone attentissimo a giocare a ridosso della propria area di rigore, e bianconeri lenti nel girare palla, il tutto condito da tanti errori tecnici soprattutto a destra con Dani Alves e Pjaca fuori giri. Cambia qualcosa con lo spostamento di Pjaca sull’altra fascia, ma sono pochi i brividi corsi da Cordaz sino al 45′, minuto nel quale la Juve sfiora il vantaggio con lo stesso Pjaca e poi con Dybala, ma al riposo si va a porte inviolate.

Nella ripresa gli uomini di Allegri si ripresentano decisamente più concentrati e decisi a portare a casa la posta in palio, così allo scoccare dell’ora di gioco si rompe l’equilibrio: Dani Alves mette finalmente un cross buono in mezzo, Asamoah taglia e sorprende tutti, il portiere calabrese respinge male, ci pensa Mandzukic a mettere tutti d’accordo con la vincente deviazione ravvicinata. Non c’è la reazione della squadra di Nicola, Allegri rispolvera Pjanic dalla panchina, e proprio il bosniaco fa partire l’azione dello 0-2: tocco dentro per Rincon, verticalizzazione per Higuain che si libera bene in area prima di depositare facilmente in gol. L’ultimo quarto d’ora è pura accademia, solo la traversa respinge la conclusione di Pjanic, unica emozione prima del fischio finale.

Missione compiuta, dunque, seppur senza strafare, ma l’obiettivo era uno solo ed è stato in fin dei conti brillantemente centrato: Roma e Napoli rispediti ad una certa distanza, adesso serve mantenere questa continuità per continuare a percorrere la strada che potrebbe portare ancora una volta al tricolore, il sesto consecutivo come nessuno mai nella storia del calcio italiano.