A CALDISSIMO / Chievo-Juve 1-2: tante critiche, tanto onore! Tre punti dal cilindro di Pjanic

di Fabio Giambò |

Archiviato il mezzo passo falso europeo col Lione, la Juve prova a ripartire dal Bentegodi di Verona contro i padroni di casa del Chievo: occasione per aumentare il distacco su Lazio e Napoli, e per mettersi comodamente in poltrona in serata in attesa del match della Roma.

Ancora scelte inedite per Allegri dal 1′: difesa a quattro con turno di riposo inizialmente per Bonucci ed Evra, fuori Marchisio e Khedira in mezzo, davanti c’è Cuadrado a supportare Mandzukic ed Higuain.

Si capisce subito che il pomeriggio è di quelli complicati: subito dopo il via botta alla spalla per Barzagli, l’ex di turno è costretto ad abbandonare il campo in barella, Bonucci richiamato d’urgenza in campo. Un po’ per i soliti problemi di fluidità di gioco, un po’ per le tante interruzioni di gioco, per mezz’ora la Juve non trova mai lo spazio giusto per rendersi pericolosa: Pjanic non si accende, Hernanes fa le prove tecniche di VAR, Cuadrado non salta mai il diretto avversario, ed allora si prova a sfondare soprattutto con Alex Sandro, anche se la prima vera conclusione arriva grazie ad un lancio di Pjanic per Mandzukic, questi bravissimo a saltare il difensore, ma decisamente troppo impreciso nella conclusione. Prima del fischio di metà gara un altro paio di brividi per Sorrentino, ma il muro clivense resiste, seppur per poco ancora: in apertura di secondo tempo, infatti, un errore di Gobbi permette a Cuadrado la verticalizzazione immediata per Mandzukic, stavolta Mario non sbaglia e trova il diagonale giusto. Vantaggio sprecato da un ingenuo Lichtsteiner che prima commette un errore in appoggio, poi atterra Pellissier in area regalando il penalty che lo stesso capitano clivense realizza. Stavolta la reazione è di qualità: Pjanic si procura e realizza la punizione vincente, poi Allegri toglie un irriconoscibile Higuain e, per assurdo, le occasioni da gol arrivano una dopo l’altra, seppur non sfruttate come si deve da Sturaro e Cuadrado. Qualche brivido finale, ma i tre punti arrivano comunque.

E sono tre punti fondamentali seppur troppo sofferti per quanto (tanto) prodotto e quanto (poco) concesso: non una prestazione eccellente, ma allo stesso modo tre punti che sarebbero potuti arrivare più agevolmente senza gli errori dei singoli. Si va alla pausa con un buon vantaggio sulle dirette inseguitrici, ma fra quindici giorni ci aspettiamo una Juve diversa, più fresca, più convinta.