Caldara vs Rugani: analogie, differenze, prospettive future

di Alex Campanelli |

caldara rugani

L’euforia collettiva generatasi attorno al caso Ronaldo ha fatto passare sottotraccia il definitivo approdo in bianconero di Mattia Caldara, che ha terminato con successo il suo apprendistato all’Atalanta e nella prossima stagione farà parte della batteria di centrali difensivi della Juventus. Impossibile, in tal senso, non pensare al destino di Daniele Rugani; la società l’ha sempre tolto dal mercato dimostrando di credere molto in lui, ma a conti fatti l’ex Empoli non è mai stato imprescindibile e nell’ultima stagione si è trovato chiuso dall’exploit di Benatia e dalle scelte di Allegri, che per un lungo periodo l’ha tenuto fuori anche nelle gare più abbordabili.

Nella prossima stagione, con l’avanzare dell’età e dei conseguenti acciacchi di Chiellini e Barzagli, la Juventus avrà bisogno di un terzo difensore titolare a tutti gli effetti, che possa garantire un rendimento elevato in caso di turnover o di forfait di una delle prime scelte. Immaginare una giovanissima coppia Caldara-Rugani andare allo sbaraglio in Champions League ci resta francamente difficile, più probabile che i due vengano impiegati separatamente insieme a uno tra Chiellini e Benatia. Abbiamo provato dunque a porci le seguenti domande: in cosa si assomigliano e in cosa differiscono Caldara e Rugani? Quali sono le loro caratteristiche principali? Hanno davvero delle chance di sfondare nella Juventus?

Come nel duello tra Cancelo e i suoi pari ruolo, partiamo dall’ovvio, uno specchietto iniziale utile in funzione delle analisi successive:

caldara

Il cammino dei due centrali 24enni, simili nella struttura fisica, è stato sin qui decisamente diverso: entrambi hanno esordito in Serie A nel 2014, ma mentre Caldara è stato spedito a farsi le ossa fra Trapani e Cesena, Rugani ha trovato in Sarri una miniera d’oro ed è stato titolare inamovibile nella stagione da neopromossa dell’Empoli in A. Di fatto l’ormai ex atalantino ha assaggiato la massima ribalta nazionale solamente nella stagione 2016/17, mentre Rugani aveva alle spalle già due anni di Juventus (vissuti a singhiozzo, va detto), dato che si riflette anche sulle presenze in nazionale dei due. Spicca l’ottima propensione al gol di entrambi i ragazzi, impressionante la media di Caldara, una sentenza sulle palle inattive, buoni numeri anche per Rugani ai quali va aggiunto un gol in Champions League contro la Dinamo Zagabria. Aggiungiamo, la decisione della Juve di lasciare Caldara per un secondo anno a Bergamo ha permesso al ragazzo di assaggiare palcoscenici europei importanti come Lione e Dortmund, possibilità che difficilmente avrebbe avuto in bianconero, come emerge dalle poche presenze internazionali accumulate da Rugani.

Andiamo un po’ più in profondità per scoprire come interpretano il ruolo i due centrali:

caldara rugani
Statistiche relative alla media a partita nella Serie A 2017/18

Le impressioni generali degli addetti ai lavori sono confermate dalle statistiche: rispetto a Rugani, Caldara è un difensore dal gioco molto più aggressivo in ogni sfaccettatura, attitudine amplificata dall’atteggiamento difensivo voluto da Gasperini, che da tal punto di vista sollecita molto di più la retroguardia, situazione che spiega anche come il neoacquisto bianconero abbia subito il doppio dei dribbling rispetto all’ex Empoli, un dato che non preoccupa se adeguatamente contestualizzato. Se Caldara da questo punto di vista è più simile a Chiellini, più volte invocato dallo stesso giocatore come modello di riferimento, Rugani assomiglia molto di più a Barzagli, del quale riprende la pulizia e la calma olimpica, a volte scambiata per mancanza di personalità. In prospettiva, una coppia centrale assolutamente complementare.

Passiamo ai numeri in fase di gestione della palla:

caldara rugani

Detto delle differenze strutturali e di gioco tra Atalanta e Juve, va evidenziato come Caldara sia di gran lunga il difensore meno coinvolto nella manovra della Dea, pur con una % di passaggi riusciti simile a quelle di Masiello e Toloi, mentre Rugani è da sempre un centrale abituato a giocare molti palloni, appena dietro a Benatia e davanti a Chiellini nella Top 3 assoluta della Juventus. Attenzione però a etichettare Caldara come un difensore ruvido e poco abile coi piedi; pur effettuando quasi il doppio dei lanci lunghi rispetto a Rugani, le due percentuali di lanci riusciti sono molto simili, in pratica entrambi i difensori azzeccano quasi una palla lunga su 2.

Caldara e Rugani non si escludono a vicenda, non nel prossimo futuro; la carta d’identità gioca a loro favore, così come la propensione all’infortunio degli altri centrali bianconeri gli libererà giocoforza dello spazio che dovranno essere bravissimi a sfruttare, considerando che per un centrale difensivo è molto più difficile convincere giocando a singhiozzo rispetto a molti altri ruoli. La stretta attualità però ci pone davanti a un ulteriore dilemma: quali saranno le gerarchie all’interno della coppia nella prossima stagione? Allegri li alternerà a seconda delle esigenze e del minutaggio di cui hanno bisogno o ne relegherà uno a quarta/quinta scelta del reparto? Da qui passa la crescita, e magari l’esplosione, dei due ragazzi.