Caldara e Spinazzola in Dortmund-Atalanta

spinazzola bvb ata

Assaggi di Europa dei grandi per l’Atalanta di Gasperini, che nella gara d’andata dei sedicesimi di finale di Europa League non ha sfigurato nell’imponente Signal Iduna Park di Dortmund, coi padroni di casa che si sono aggiudicati il primo round con un 3-2 che rinvia comunque il giudizio finale alla partita di Bergamo. Assaggi di Europa dei grandi anche per Mattia Caldara e Leonardo Spinazzola, i due nerazzurri già prenotati dalla Juventus, che hanno avuto la grande occasione di misurarsi su un palcoscenico di livello assoluto mettendo in mostra le proprie doti e, in alcuni frangenti, i propri difetti. Andiamo ad analizzare la loro prestazione.

Mattia Caldara #13

Nella sua prima uscita europea nella fase a eliminazione diretta, il difensore classe 1994 ha dovuto fronteggiare un cliente scomodissimo come Michy Batshuayi, uno degli attaccanti più in forma d’Europa, letteralmente trasformato in seguito al trasferimento da Londra a Dortmund. Simile nel fisico all’attaccante belga, nella prima mezz’ora Caldara ha dominato l’avversario, vincendo tutti i corpo a corpo e azzeccando ogni anticipo. Qui un suo perentorio intervento in scivolata, fantastico per scelta di tempo.

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Captate le difficoltà cui andava incontro, Batshuayi ha iniziato a svariare sui lati del campo e soprattutto in verticale, andando a prender palla sulla trequarti o spostandosi per sfilacciare una difesa prettamente a uomo come quella atalantina. Nell’azionedell’1-0 l’ex blues ha costretto Caldara a uscire alto, creando un vuoto che ha ampliato la zona presidiata da Masiello, ancora meglio ha fatto in questa occasione, eludendo il tentativo di anticipo del centrale e dando il la a un’azione molto pericolosa. Proprio in queste uscite alte l’atalantino è sembrato in difficoltà, quelle che (per capirci) siamo abituati a veder fare a Benatia, maestro nel far “rimbalzare” via l’avversario.

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Andando più nel generico, Mattia è stato l’atalantino meno coinvolto nella costruzione del gioco con appena 25 appoggi effettuati, molto bene invece per quanto riguarda le respinte difensive (5, secondo solo a Masiello) e migliore in campo dopo Weigl per quanto riguarda gli intercetti (3), enfatizzati dalla sicurezza e dall’apparente facilità con le quali è spesso uscito dalla retroguardia palla al piede. La prestazione, al netto delle difficoltà sopra evidenziate e degli sbandamenti di reparto dell’Atalanta negli ultimi 20′, è stata più che sufficiente.

Leonardo Spinazzola #37

Battesimo del fuoco anche per l’esterno classe ’93, probabilmente la più bella sorpresa (a livello internazionale s’intende, tra i confini domestici è già notissimo) della gara, per la prepotenza fisica e tecnica con le quali si è impadronito dal 1′ al 90′ della fascia di competenza. Tornante sinistro nel centrocampo a 5 disegnato da Gasperini, Spinazzola ha alternato gli allunghi e i ripiegamenti tipici del ruolo ad alcuni frangenti, soprattutto in apertura dei due tempi, nei quali è partito alto per soffocare Piszczek e Pulisic in fase di cotrsuzione bassa. Lo statunitense in particolare ha sofferto la maggiore fisicità e l’aggressività di Spinazzola, risultando improduttivo in fase offensiva e timoroso in quella difensiva. L’assist per il primo gol di Ilicic è in realtà un leit-motiv ripetuto costantemente nel corso della gara, la sequenza scatto-frenata sulla trequarti-cross (con entrambi i piedi!) sul secondo palo.

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Quando si parla di Spinazzola in chiave Juventus, si va spesso ad evidenziare la sua scarsa abitudine a interpretare il ruolo di esterno basso difensivo, critica peraltro assolutamente legittima dato che anche in questa stagione Leo è stato impiegato praticamente sempre a centrocampo (o addirittura in avanti, come negli ultimi 15′ contro il BVB). Il ragazzo sta però migliorando a vista d’occhio nel posizionamento e nella lettura delle situazioni difensive, e una sua riconversione a terzino puro non appare più così improbabile, soprattutto di fronte a diagonali difensive così profonde e convincenti, come quella del video di cui sotto, solo una delle tante situazioni pericolose ben interpretate da Spinazzola.

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Anche le statistiche raccontano uno Spinazzola straripante: con 71 tocchi è stato l’atalantino con più palloni giocati, così come i 6 dribbling riusciti su 8 tentati lo incoronano anche in questo fondamentale, numeri degni del miglior Cuadrado. Stride un po’ lo 0 alla voce tiri in porta, soprattutto per un destro impiegato a sinistra che potrebbe e dovrebbe rendersi pericoloso accentrandosi, dato giustificato dalla posizione larghissima sempre occupata da Spinazzola, ben evidenziata dalla sua heatmap. Complessivamente convincente in entrambe le fasi, capace di rendere al massimo livello anche contro un’avversaria di altissimo livello, Spinazzola è probabilmente stato il migliore in campo per la Dea assieme a Josip Ilicic.

Con la collaborazione di Filippo Sanviti