Un inedito calcio d’agosto, forse quello che ci serve

di Michael Crisci |

Ci si deve abituare a un 2020 oramai perso totalmente, e quindi a sfruttare le poche finestre possibili per finire al meglio quello che si era cominciato.

Leghe nazionali e UEFA si stanno organizzando, e anche se a velocità diverse, e con accorgimenti e protocolli differenti, si accingono a terminare le stagioni correnti. Sarà dunque un’estate di calcio, seppur con la massima attenzione, precauzioni senza precedenti, e spalti vuoti (l’aspetto più triste).

Non vi è solo un aspetto economico, che di certo è preponderante, ma anche un messaggio di ripartenza. Il calcio vuole rialzarsi, come azienda, ma ribadire anche la sua funzione sociale. Il pallone che rotola è simbolo di normalità, o di, ancor che lentissimo, ritorno alla normalità, che molto probabilmente si avrà nel 2021 (anche se la scienza ad oggi non riesce ancora ad avere risposte certe).

E se per i campionati, il cui rischio, appunto, è quello di presentarsi a spalti vuoti anche per gran parte della prossima stagione, la situazione può ritenersi quasi accettabile, forse per la Champions, dei turni a eliminazione diretta senza pubblico rappresentano un controsenso. La Champions è spettacolo, è rumore infernale, è l’antitesi del silenzio.

Di sicuro però, dopo aver passato una primavera assurda, difficile, terribile in molti casi, e noiosa, può darsi che si abbia necessità di passare un’estate senza anacronistiche amichevoli pre stagionali. Abbiamo bisogno di emozioni, in casa dai nostri divani, da cui nelle ultime settimane abbiamo perlopiù preso atto di situazioni infauste.

Con quella mascherina che ci proteggerà ma un po’ ci opprimerà, sotto un sole che si spera possa continuare a brillare per molto altro tempo, senza ulteriori nubi all’orizzonte.


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