Il calciatore di Serie A: un valore crescente

di Leonardo Dorini |

Nelle ore in cui Zlatan Ibrahimovic torna in Italia, la Juve piazza un colpo di mercato e la Roma pare cambiare proprietario, ci viene da chiederci come cambierà, in generale, il valore di quell’asset importante dei nostri Club che è il “calciatore di Serie A”.

Faremo un discorso generale, parlando non di questo o quel giocatore, o di questo o quel Club, ma della tendenza generale di questi valori: pare brutto paragonare delle persone alle materia prime o alle “commodities”,  chiedendosi se, come il petrolio o il rame, essi cresceranno o caleranno nell’anno a venire; ma, a ben vedere, i calciatori sono il principale “fattore di produzione” di quella particolare industria che è l’industria calcistica.

Il calcio è fatto di imprese un po’ “strane”: è difficile seguire logiche predeterminate, i rischi sono molto elevati, e ci sono fattori esterni molto rilevanti (esempio classico: gli infortuni). Nel calcio può accadere che il parco giocatori di una squadra si rivaluti in seguito a stagioni particolarmente positive, o, al contrario, perda valore in seguito ad annate buie; si pensi, da un lato, ad Atalanta e Lazio, che hanno lanciato (o rilanciato) giocatori di poco o nessun valore (come Luiz Alberto) e, dall’altro lato, alle due milanesi, protagoniste di mercati anche di grande rilievo, ma senza risultati tangibili.

A dimostrazione però di come anche nel calcio queste tematiche siano sentite, il Football Observatory CIES, circa un anno fa ha lavorato ad un algoritmo, costruito sulla base di regressioni lineari di circa 2500 transazioni dal 2010 al 2018, proprio per prevedere il livello cui si stipuleranno gli accordi di trasferimento dei giocatori:

a)la prima variabile analizzata è il livello economico della squadra acquirente, che a sua volta è fatto dipendere da 21 variabili, fra cui le più rilevanti sono: i risultati del team, la posizione dei giocatori e la loro età, la Lega di appartenenza ed il livello economico del Club venditore;

b)la seconda variabile è il valore economico del trasferimento singolo, analizzata secondo molte variabili, come età del giocatore, posizione, durata del contratto.

Si capisce quindi come sia complicato fare valutazioni, ma, sempre dalla stessa fonte ci arrivano dati interessanti per i quali in molte Leghe, nel 2019, è stato effettuato il record di transazioni di trasferimenti

Negli ultimi anni, quindi, si assiste a quello che si potrebbe chiamare un mercato “surriscaldato” della nostra materia prima, ossia il “calciatore professionista in una Top Five League”, dato anche che 4 delle 5 maggiori Leghe hanno investito più di quando venduto in termini di trasferimento di calciatori; solo la League 1 si trova in condizioni opposta (avendo venduto più di quanto comprato): c’è “denaro” su 4 delle 5 leghe, direbbe un operatore di Borsa.

Cosa possiamo dire allora del “calciatore di Serie A”? Tenderà a rivalutarsi o a perdere di valore? Sembra proprio che l’asset continuerà a rivalutarsi, e per diversi  motivi.

1)Si sono incrementati i Club che sono gestiti da proprietà internazionali o comunque in maniera più professionale e più attenta a sviluppare tutti i driver di crescita; la Juventus ha sicuramente intrapreso un chiaro percorso verso moderne modalità di gestione e molti Club sembrano seguire. Fiorentina, Bologna, Roma, Inter e Milan hanno proprietà straniere più attente allo sviluppo ed al ritorno degli investimenti, mentre Napoli, Lazio e Atalanta, Sassuolo ed anche il Cagliari sono gestite da imprenditori italiani ormai convintamente sulla strada di sviluppare il loro Club.

2)lo stato di salute dei singoli Club (abbiamo visto come sia considerato un fattore importante) tuttavia dipende ancora troppo (anche se non nel caso della Juventus) dai “diritti domestici” e qui il tema è se si stiano creando le condizioni per un incremento del valore, ora pari a circa un miliardo, pagato per trasmettere la Serie A; in novembre si era diffusa la notizia di un’offerta in fieri da parte di Mediapro, pari a circa 4 miliardi per tre anni, che farebbe pensare ad una possibilità di incremento nel futuro, anche grazie alla possibile concorrenza fra emittenti.

3)il ranking UEFA ci vede fra il terzo e il quarto posto e le due top (Inghilterra e Spagna) sembrano irraggiungibili, ma quest’anno torneremo ad avere 3 Club negli ottavi di Champions, mentre l’Inter, in teoria, dovrebbe giocarsi buone possibilità di avanzare in Europa League. Tutti elementi che dovrebbero consentire ai Club di introitare più ricavi e di migliorare il proprio stato di salute.