Caceres uno di noi

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Botta e risposta: via Benatia, dentro Caceres. La difesa della Juve perde un alfiere importante, l’alternativa principale ai titolarissimi Bonucci e Chiellini, ma senza esitare ritrova subito una vecchia conoscenza. Perché Martin Caceres sarà pur stato l’elemento più semplice da reperire in poco tempo per sostituire un partente, ma è anche (e soprattutto) quello che si può definire “uno di noi”: cinque scudetti di fila, due coppe Italia e tre Supercoppe italiane. In parole povere uno che non ha bisogno di prendere confidenza con l’ambiente, “El Pelado” sa cosa vuol dire vestire il bianconero.
Sarà la terza vita juventina dell’uruguagio, dopo il 2009-’10 targato Ferrara-Zaccheroni (con tanto di gol alla Lazio) e il gran ritorno del gennaio 2012 questa volta alla corte di Conte per dare il là a quegli “anni meravigliosi” (cit.) di cui ancora oggi stiamo godendo. Lasciò nel 2016, con qualche voce di troppo sul suo conto (e una Ferrari sfasciata in una notte torinese che gli costò una lavata di capo non da poco della società, con tanto di sospensione), ma con un ricordo più che positivo nella mente e nei cuori del popolo gobbo. Ecco, per capire perché oggi la Juve si sia riaffidata a Caceres bisogna partire da qui: non c’è tempo per inserire novità, c’è invece bisogno di gente che già conosca l’atmosfera a cui andrà incontro e che sia pronta per essere subito gettata nella mischia.
Allegri lo conosce, i compagni (soprattutto quelli là dietro, la BBC e Rugani) anche. Non è un caso che non appena si sia presentata l’occasione qualcuno abbia pensato ad un “vecchio amico”. Martin ritorna dopo qualche esperienza non proprio esaltante e sul suo conto aleggia l’etichetta di giocatore finito, ma solo chi lo conosce da vicino può davvero sapere cosa ancora può realmente dare quel ragazzo dal fascino molto latinoamericano che tanto piace alle tifose. E lui stesso, già scalpitante all’idea di rivedere lo Stadium e di rimettersi a disposizione, siamo certi che sia pronto a presentarsi con motivazioni tali da rendere fiduciosi anche i tifosi più scettici.
E allora ben tornato Martin Caceres, “uno di noi”…
di Roberto Vassallo