Il buono, il brutto e il cattivo di Lazio-Juventus

di Juventibus |

“..Dobbiamo e possiamo crescere ancora” sono parole di un tweet scritto da Massimiliano Allegri dopo la vittoria contro la Lazio.  Già, perché il tecnico livornese non si sofferma neanche sulla qualificazione appena ottenuta ma proietta la mente a quel che sarà la totalità della stagione.  Con “ dobbiamo crescere ancora” non si può non pensare, a farlo, per poi affrontare di petto il Bayern.  Tornando alla Coppa Italia, la Juventus non ha disputato una grande partita. I biancocelesti nemmeno, diciamo che non è stata una gara  che finirà negli annali storici. Resta il fatto però, che ora, la squadra bianconera, è tornata a vincere anche non giocando bene, come un tempo non poi così lontano (completando così il percorso di ripristino dopo quell’inizio disastroso). Sono successe tante cose curiose in Lazio-Juventus, una su tutte, la più importante quanto doverosa, la goal-line technology.

Il Buono – E sì, il buono in questa partita è proprio quello strumentino lì, capace di determinare se la palla varca completamente la linea e serve soprattutto ad evitare polemiche e complotti inutili nel dopo gara. Bisogna dire che Lichtsteiner ci ha messo del suo per rendere il gol, fantasma, ma la tecnologia non ha deluso e ha dato a Cesare quel che è di Cesare. Non so, se a occhio umano quella palla fosse stata fischiata dentro. Ormai non ci interessa più, o meglio non ci spetta più. Nella partita, di buono per la Juventus c’è uno Sturaro che cresce a vista d’occhio, Zaza che si mette totalmente a disposizione della squadra e un dato significativo che è quello dei tiri in porta subiti: zero. La Juventus nelle due sfide contro Torino e Lazio non solo non ha subito reti ma non ha subito nemmeno un tiro in porta.

Il Brutto – Dopo i gol fulminei dal suo ingresso in campo da far invidia a Speedy Gonzales, Simone Zaza si aggiudica la medaglia della bruttezza, o meglio il suo tiro, a porta vuota, che va a finire clamorosamente all’esterno della rete.  L’attaccante bianconero ha giocato una grandissima partita, di sacrificio e volontà, e se non fosse stato proprio per la sua goffa conclusione, sarebbe finito anche tra i “cattivi”. Quei gol lì però, se aspiri a diventare uno degli attaccanti titolari della Juventus non puoi sbagliarli, non puoi permetterti di sbagliarli…contro il Bayern.

Il Cattivo – In Lazio-Juve ci sono stati tanti cattivi facendo diventare cattiva la partita. Un match spesso interrotto, tanti, troppi falli (38 totali, 42 punizioni calcolando i fuorigiochi) e poche, pochissime occasioni da gol. Dopo un primo tempo letteralmente a singhiozzo, la ripresa ha regalato qualche spunto interessante come il palo colpito da Zaza e una conclusione di Dybala appena entrato.  Cattivo da punto di vista negativo è stato Morata, ancora in balia di una forma fisica (e mentale?) neanche lontanamente parente di quella vista lo scorso anno. Pessimo anche in occasione del rigore che, a trattenuta vistosa ha preferito rimanere in piedi dando l’impressione di farcela per poi lasciarsi cadere improvvisamente, ingannando inevitabilmente l’arbitro. Si parla ancora di Morata al Real Madrid, ma qui la domanda giunge spontanea: siamo sicuri che il Real voglia davvero questo Morata qui?

di Damiano Giordano