Nell’ora più buia, ci illumina Paratici: caro Tifoso, ti racconto la Juve in 10 punti

di Riccardo Sgroi |

La juventinità in 10 punti, quelli raccontanti da Fabio Paratici nel momento più buio degli ultimi 11 anni bianconeri. Dieci punti che spiegano la grandezza di una società, di una dirigenza, di una squadra capace di costruire il più lungo ciclo di successi della storia calcistica italiana. Dieci punti raccontati con semplicità da uno dei maggiori artefici di questa incredibile storia; da un professionista che ci mette la faccia anche ora che tutto sembra perso. Dieci punti raccontati da un grande tifoso a tutti i tifosi bianconeri. Dieci punti esposti rispondendo a domande comuni, durante un post-partita non comune che sicuramente ricorderemo a lungo.

  1. Serietà: “La mia presenza qui è perché in questi anni abbiamo dato tante gioie ai tifosi e purtroppo oggi diamo una grande amarezza. Dobbiamo mettere giù la testa, pedalare e cercare di capire i nostri errori per non ripeterli”
  2. Umiltà: “Abbiamo giocatori di livello che sono abituati ad avere pressioni. Abbiamo purtroppo giocato una brutta gara, per tanti motivi. Alcune volte non riesci neanche a capirli completamente tutti. Dobbiamo solo abbassare la testa e lavorare”
  3. Analisi: “Non voglio commentare gli episodi, non sono qui per questo. Le gare vanno analizzate escludendoli perché altrimenti condizionano la valutazione”
  4. Realismo: “Si può stare giorni a cercare di capire perché abbiamo giocato una partita non buona, non positiva. Ci sono tanti aspetti da analizzare e lo faremo in queste due settimane. Resta il fatto che non abbiamo effettuato una prova alla nostra altezza e di questo ce ne rammarichiamo”
  5. Convinzione: “Abbiamo una programmazione e non è una partita che sposta le nostre idee. Abbiamo una linea intrapresa non solo all’inizio di quest’anno, ma all’inizio della passata stagione per quanto riguarda la rosa. Andiamo avanti per la nostra strada. Siamo molto convinti di quello che stiamo facendo e di quello che abbiamo fatto e continueremo cercando di abbassare la testa e pedalare”
  6. Fermezza: “Su Cristiano Ronaldo, la nostra posizione è che abbiamo il miglior calciatore del mondo e ce lo teniamo stretto”
  7. Visione: “Noi non eravamo insoddisfatti degli allenatori precedenti. Ci sono delle motivazioni differenti per cui abbiamo cambiato. Come non è una sconfitta, non è una vittoria a determinare la linea di un club: abbiamo una visione chiara di dove vogliamo andare e di dove vogliamo arrivare. Vedremo alla fine se abbiamo seguito la linea corretta”
  8. Ambizione: “La parola TRANSIZIONE alla Juventus non esiste. La Juventus gioca tutte le competizioni per vincere, tutte le partite per vincere. Alcune stagioni vanno meglio, alcune peggio, però le annate sono importante anche perché c’è una crescita durante l’anno che portano risultati in quelli successivi. Se la transizione riguarda soltanto i risultati sportivi, è chiaro che ci sono tantissime squadre che hanno avuto 6, 7, 10 anni di transizione. Il problema è che in quegli anni di transizione non sono magari riusciti a costruire”
  9. Coraggio: “Io sono qui da 11 anni. Gli ultimi 9 abbiamo vinto e comunque abbiamo sempre cambiato. Probabilmente la gente non se ne è accorta, perché vincendo passa tutto in secondo piano. Però noi abbiamo sempre cambiato parecchio negli anni e per vincere siamo passati per scelte difficili e ringiovanimenti che hanno costruito i successi seguenti. Questo stiamo facendo anche adesso. Può succedere che in una stagione non si riesca a costruire e vincere, come invece è successo negli anni scorsi”
  10. Costruzione: “Io sento parlare di cicli e da quando sono qua posso elencare almeno 6 volte in cui è stato detto che ne finiva uno. È finito un ciclo quando siamo usciti con il Galatasaray ad Istambul. È finito un ciclo quando Conte ha deciso di andarsene. È finito un ciclo dopo la finale di Berlino, quando sono partiti Tevez, Pirlo e Vidal simultaneamente. È finito un ciclo quando dopo dieci gare del successivo campionato eravamo a dieci punti dalla vetta. È finito un ciclo dopo Cardiff. È finito un ciclo quando è stato cambiato Allegri. Invece, abbiamo sempre vinto di nuovo. Noi abbiamo cambiato sempre e per vincere abbiamo dovuto costruire, prendendo rischi per poter arrivare ai nostri obbiettivi. A volte riesci a fare entrambe le cose, altre no. Però quando hai una visione e una linea nella tua testa, è giusto portarla avanti e cercare di sostenerla.