Buffon senza tempo: monumentale al Camp Nou

di Mauro Bortone |

Dice di credere alla compensazione e che la vittoria al Camp Nou è una specie di rivincita morale sulla rabbia di tre anni fa, quando all’ultimo minuto del recupero Cristiano Ronaldo, nelle vesti di avversario, condannò ad un’eliminazione beffa dopo una clamorosa rimonta: Gianluigi Buffon, 43 anni il prossimo 28 gennaio, si gode le luci dei riflettori nella magica notte di Barcellona, dove ha piazzato i suoi guantoni a presidiare la porta bianconera, riuscendo a non incassare gol. Ma le tossine di quella notte lontana non sono del tutto smaltite.

Certo, la rimonta che ribalta la sconfitta dell’andata e assicura alla Juve il primo posto nel girone ha un peso specifico differente rispetto a quel quarto di finale a Madrid, ma è un’iniezione di fiducia di quelle importanti, soprattutto dopo qualche battuta a vuoto della squadra, e diventa la cornice perfetta per il portierone di Carrara che la classe non l’ha persa con l’età che avanza. E che, quando serve dare un segnale, lo fa. Tanto che a fine partita ringrazia Szczesny, che ogni tanto gli fa spazio.

La partita di Buffon è stata vera: almeno quattro gli interventi che stoppano i tentativi dell’avversario più pericoloso, quel Leo Messi, uscito imbronciato dalla sfida col rivale di sempre, CR7.

Ma oltre al conforto delle parate, arriva quello delle statistiche per Buffon: il Barcellona, infatti, in Champions League, dal 2010 ha giocato 53 partite in casa ottenendo 43 vittorie, 8 pareggi e 2 sconfitte, ovvero quella contro il Bayern nel 2013 e quella contro la Juve di qualche ora fa; solo in quattro occasioni un portiere avversario è uscito senza subire gol dal Camp Nou. In due occasioni su quattro è stato il portiere della Juventus (gli altri erano quelli di Bayern e Slavia Praga). In entrambi i casi quel portiere si chiamava Gianluigi Buffon. Monumentale.