Ci siamo: Buffon supera Maldini

di Juventibus |

buffon record

Nel derby contro il Torino Gigi Buffon timbrerà il suo 648esimo gettone in Serie A, superando un altro mito del calcio come lui, Paolo Maldini, e diventando il giocatore con più presenze nella massima serie italiana.

Ci vuole tempra, determinazione e applicazione, a quasi 43 anni, a indossare i panni del recordman. E un po’ di sfrontatezza, come quando, ancora minorenne, con la maglia del Parma ipnotizzava i più forti giocatori del momento, attirandosi le attenzioni della Vecchia Signora.

Diciannove anni fa l’incontro con la Juve, la crescita costante e la consacrazione a numero uno assoluto. Le prime vittorie nel segno di una storia consolidata, fatta di successi, e quella sconfitta dolorosa di Manchester nonostante due rigori parati. E ancora l’urlo nella notte di Berlino, l’inferno sconcertante della B, dove conquista la riconoscenza di una tifoseria, scegliendo di non abbandonare la nave che affonda.

C’è il suo marchio nell’immediata risalita, nella ricostruzione di una squadra vincente e nei successi di un decennio memorabile, nelle due finali di speranza e delusione.

Nemmeno la fuga a Parigi, dopo la notte furiosa al Bernabeu, gli ha sfilato la corazza di eroe bianconero. Il suo immediato rientro a casa, la sua disponibilità a mettere a servizio la propria juventinità anche da comprimario hanno sancito l’epilogo naturale della sua storia calcistica. Che, però, prosegue.

Gli altri lo hanno dato per finito molte volte, lo hanno deriso quando ha palesato qualche incertezza, lui ha attraversato mille tempeste, anche mediatiche, affrontando i fantasmi della sua insostenibile complessità di uomo e atleta. Ha continuato a parare il parabile, a mostrare i muscoli del capitano in pectore, si è rialzato dalle sconfitte senza mai dimenticarle, perché alla Juve fa più rumore la sconfitta che la consuetudine alla vittoria.
Dice che da vecchio abbia ripreso a divertirsi e che presto completerà gli studi. C’è da credergli. I miti sono così: si nutrono di nuovi obiettivi. E spesso li raggiungono.

Di Mauro Bortone