L’ultimo viaggio di SuperGigi / Io, Leo, Cristiano, Silvano e… 

di 2Q18 |

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L’ultimo viaggio di Gigi Buffon è il diario-racconto, dalla parte del leggendario portiere bianconero, della sua ultima stagione. Giorno dopo giorno, gara dopo gara, sfida dopo sfida. Emozioni, sensazioni, ricordi, speranze, esultanze. E, ancora, sogni. Omaggio di Juventibus.

 

 

– Pronto?
– Marco?
– Gigi sei stato strepitoso.
– Sai cosa c’è? Ero il re, Marco. Sarà anche questo numero cucito addosso, tutti eh: numero uno. La sala girava intorno a me. Santo cielo, avevo la bacchetta magica. Montecarlo la guidavo con un gesto. Non mi sono sentito umano. Sportivamente mi temono, ci temono. Leo a destra, Cristiano a sinistra, come due minori. Anzi, come due figli.
– Leo?
– Guarda è meglio che mi fermo, scusa se ti ho chiamato. Ho questa euforia addosso che va bene ma non va bene. Cavoli, ma l’hai visto Francesco?
– Gigi, intendi Messi?
– Sai con cosa sto facendo colazione? Con whatsapp. Silvano è un santo. Non ho fame. La vedi, l’euforia? Sono un altro uomo, se penso…
– Ma dove sei? Dieci minuti e devo andare, Leo qui striglia tutti.
[forse è una risata] – Oh, sì, ti ho intravisto in campo contro quei macedoni. C’erano i monitor sopra alle olive. All’accoglienza. Mi sto abituando…
– A Leo dici?
– …a guardare le partite con distacco. Vedi? Sono due persone in una. Sono più dirigente di Francesco, era troppo commosso, e più giocatore di quando Sheva mi tolse la prima parte del mio ego. Sono passati 15 anni. Nel nostro mestiere, tu lo capisci Marco, i superpoteri vanno e vengono.
– Io non li ho mai avuti.
[forse è un sospiro] – Vuoi che chiediamo a Francesco??
[forse se la ridono entrambi, non è chiaro, si sovrappongono, oppure è solo Marco che si lascia andare come quando con Andrea e Simone, a Vinovo…] – Cazzo mi chiamano!
– Ciao Gigi. Un giorno riparleremo di quell’inverno del 2010, vero?
– Aspetta un secondo. Ti dicevo prima: sono un altro uomo, se penso a questa euforia (basta, devo smetterla con questa parola, è dalla vigilia della Supercoppa, me l’hanno detto pure Ilaria e Carlo) sì, se penso che quando al Parma mi comunicarono che avrei giocato contro l’Inter. Io e non Luca, eravamo sul pullman, lui era seduto nella fila davanti alla mia. Gli ho dormito in faccia. Guarda adesso, invece…
– Quelli sono i superpoteri.
– Ricordaglielo ogni tanto a Gigio.
– Mi ha parlato ancora di te, ieri. Di te e del mondiale.
– Fin che c’è la Champions, non c’è mondiale. Vieni per Juve-Barça?
– Gigi, al Milan…
– Lascia perdere.
[forse è un silenzio] – Grazie sempre Gigi.
– Vinciamo noi Marco.
– La Champions?
– Diglielo a Leo.
[forse è una voce, sullo sfondo] – Devo andare.
– Diglielo.
– Sì. Cià, cià, cià, vado.
– E diglielo! Ciao.
[43 messaggi whatsapp: Alex, Pavel, Thomas, Daniele, Silvano e… din… proprio adesso… LEO: “Stavolta no 👎”] Alzo lo sguardo, ripenso alle avventure con Storari. A come sia cambiato, normalizzato, limpido il nostro rapporto. Cerco e trovo uno specchio subito sulla mia sinistra, mi volto, mi osservo, per intero. L’euforia ha fatto le valige. Anche lei, probabilmente, è al suo ultimo viaggio.