Buffon e l’epica del ritorno

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Negli ultimi giorni ha preso sempre più forza l’ipotesi del ritorno di Gianluigi Buffon alla Juventus. Quello che poteva sembrare folle e sconclusionato fino a poche settimane fa, con una capovolta in cui il Calciomercato è maestro, sta divenendo realtà: Gigi “Capitan Ritorno” Buffon.

Il ritorno a casa

Nell’epica greca il tema del ritorno, del nostos, è stato molto spesso centrale e dominante. Questo, probabilmente, per il fascino che il suo opposto, e cioè il viaggio porta con sé: l’allontanamento da casa propria, dai luoghi conosciuti e cari, dalle proprie radici. L’esperienza di questo distacco sfocia, spesso, nel ricordo accorato di quel posto nel mondo che più ci appartiene e che chiamiamo casa. E allora inizia l’epopea del ritorno, quella corsa disperata e malinconica verso l’illusione di un passato, ormai irraggiungibile.

“Anche i dolori sono, dopo lungo tempo, una gioia, per chi ricorda tutto ciò che ha passato e sopportato.”  Omero

Il ritorno di Buffon, però, è diverso da quello patito da Odisseo perché diverso è stato il viaggio: vent’anni lontano da Itaca per l’eroe epico e uno solo, lontano dalla Juventus, per il portiere più famoso del nostro calcio. Un anno che, comunque, non solo ha cambiato e arricchito Buffon, ma che soprattutto ha cambiato la sua Itaca, la Juventus.  La società bianconera non si è certo comportata come una moderna Penelope, tessendo di giorno e disfando di notte, aspettando il ritorno del suo eroe, tutt’altro: la Juve, infatti, si è gettata nelle braccia di un altro blasonatissimo eroe che ha aumentato la smania di finire quella tela iniziata ai tempi del vecchio numero 1. Cristiano Ronaldo ha conquistato Itaca e i suoi abitanti, portandola ad un lustro mediatico mai avuto prima. Ed è, quindi, questa la Juventus che troverà Gigi al suo ritorno.

Malinconia o Lungimiranza?

La scelta della Juventus di richiamare Gigi nella propria rosa, ad un anno di distanza dalla conferenza di “Addio” di Buffon, con tanto di presidente Agnelli al suo fianco, è una scelta oculata? Ricordiamo tutti che la decisione di imboccare la via d’uscita dallo Juventus Stadium è stata presa a seguito di numerosi incontri, amichevoli e professionali, fra il portiere e il presidente stesso. Quindi era stata estremamente ponderata e consapevole, anche se sofferta, come ogni presa di coscienza nei confronti del passare del tempo. La chiave, prettamente tecnica,  era che Buffon, per la prima volta dopo 17 anni, non era più allo stesso livello della Juventus, mentre ormai lo era definitivamente Szczescny. Ora, ad un anno di distanza, il portiere polacco ha confermato di essere all’altezza del compito e di meritare una menzione nella top 10 dei portieri nel mondo; e Buffon ha arricchito la propria bacheca di un campionato e di una super coppa francese, senza però brillare come un tempo.

Cosa c’è di nuovo

Cosa può essere cambiato quindi in un solo anno per ritenere Buffon nuovamente meritevole di vestire la maglia bianconera a 41 anni? Si tratta forse “del micidiale ricatto della memoria: quello che, per onorare il passato, ostruisce il presente“, come lo definisce  Michele Serra (ndr. citazione tratta da “Le cose che bruciano”) oppure davvero adesso il ruolo di Gigi può essere comunque importante, anche se non più da protagonista? Da analizzare, quindi, è il momento in cui si trova la Juventus: la scelta di affidare la panchina a Maurizio Sarri con l’incarico di effettuare un cambiamento genetico a squadra, società e tifosi, che porti alla ricerca della vittoria tramite un gioco offensivo ed entusiasmante. In questo momento storico di delicatissimo equilibrismo fra un’operazione riuscita e un rigetto definitivo, il ruolo di Buffon potrebbe essere quello di mediatore e garante fra Sarri, squadra e tifosi. Un incarico dalle vesti cangianti che nel primo anno lo vedrebbe vice-portiere, mentre dall’anno prossimo lo presenterebbe nelle vesti di dirigente, da colletto bianco(nero). Quello che è cambiato dopo un anno perciò non è Gianluigi Buffon, ma la Juventus; un ruolo per un bianconero carismatico adesso c’è e, probabilmente, è pure utile e quindi: Buffon torna alla Juventus, perché no?

di Riccardo Meloni


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