Brescia-Juve, ritorno al passato con vista al futuro

di Francesco Cionfoli |

Senza Cristiano Ronaldo, con l‘HD e un rombo che ricorda il Sarri “maestro di calcio” a Empoli, la Juventus passa l’ostacolo Brescia, neopromossa che probabilmente insidierà le altre già in A, non da quest’anno, per la salvezza.
La Juventus di oggi ha cambiato la sua pelle, ha indossato un altro abito; la Juventus del Rigamonti ha dimostrato almeno a tratti di poter essere una valida alternativa al 4 3 3 con Ronaldo e uno tra Higuain e Dybala.
Ecco, proprio lui, Paulo Dybala che sembra esserselo cucito a mano questo abito. Il 10 (dopo la bella prestazione contro il Verona) é tornato il dieci che gioca bene a calcio, che muove la palla come vuole muovendosi lui stesso come elastico tra i reparti.
Senza i raddoppi sulle fasce della mezzala più esterno di attacco del 4-3-3, i bianconeri hanno cercato di penetrare dal centro attraverso scambi veloci a terra e nello stretto, roba per Dybala appunto o per giocatori tecnici e mobili da non dare punti di riferimento come Ramsey. Il gallese si conferma in buona forma dopo la scorsa partita, soprattutto a suo agio come vertice alto del rombo, in dialogo continuo con il dieci argentino.
Le migliori occasioni di un primo tempo in sordina e di un secondo tempo da squadra tornata in campo per azzannare la preda, sono nate dal fraseggio continuo e pensato, “perché un modo di giocare è un modo di pensare“.
Pensa calcio e lo fa Miralem Pjanic, che migliora sempre più e si avvia a toccare quei 150 palloni che gli chiede il mister.
Khedira sempre abile e perspicace in ogni nuova versione e modulo, da grande giocatore tattico e di esperienza quale è, capisce subito i movimenti da fare verso l’interno dell’area ogni volta che Dybala viene indietro e palleggia con Ramsey sulla trequarti, e la dimostrazione è l’occasione avuta al 17esimo.
Chi si sentiva a disagio o meglio disorientato e ancora fuori forma è Adrien Rabiot, il peggiore in campo della Juve insieme ad un Higuain svogliato e poco lucido in occasioni ghiotte che lui sa bene come capitalizzare.
I 2 gol della Juventus nascono dalla voglia di dimostrare di Dybala, che si procura un calcio d’angolo e poi la punizione tirata da lui stesso, e ribattuta in rete da Pjanic.
Nella prima parte del secondo tempo si è visto anche ciò che esige Sarri, cioè il difendere attaccando, o meglio mantenendo un possesso palla continuo e sfiancante nella metà campo avversaria, per trovare l’imbucata giusta al momento giusto; un Brescia compatto e stretto ci ha chiuso molti spazi, obbligando Bonucci a verticalizzazioni per saltare il centrocampo biancoblu, e portando la Juventus a segnare 2 gol da 2 calci piazzati, situazione per fortuna sempre congeniale ai bianconeri in fase offensiva e da questo anno punto debole in fase difensiva.
Sarebbe interessante provare questa versione con Cristiano Ronaldo centravanti, ma le rinunce sarebbero altre e pesanti (D.Costa in primis) e inoltre l’allenatore bianconero ha già espresso la sua preferenza per Ronaldo che parte da sinistra per accentrarsi.
La partita di stasera ha comunque evidenziato i lavori in corso di un cantiere appena aperto, di un progetto che vedrà i suoi frutti maturi tra qualche mese, magari a marzo, quando ci si giocherà tutto e gli esperimenti di oggi dovranno essere le certezze del domani.


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