Brescia-Juve 1-2: Lavorare con lentezza

di Willy Signori |

Innanzitutto va sottolineato il pubblico delle grandi occasioni al Rigamonti per l’addio al calcio di Khedira.

Siamo passati dal prendere un eurogol al subirlo su papera (una rarità) di Szczesny.
Il succo resta sempre lo stesso: non subire gol è un vecchio ricordo. A Sarri tocca sudare 7 golfini modello Steve Jobs e ai ragazzi fare il doppio lavoro, ma si sa che alla lunga di straordinari si muore e la squadra del primo tempo lavora con lentezza.

La Juve inizia moscia, al contrario il Brescia parte sparato e fa la figura del Verona o della Fiorentina e io comincio ad avere un leggerissimo sospetto come Fantozzi quando si ritrova casa invasa dalle pagnotte: se fanno tutti un figurone il merito dev’essere anche nostro.

Higuain ha una voglia di correre come un marito la domenica pomeriggio ha voglia di andare da Ikea, avrebbero dovuto dirgli che quello in maglia azzurra era il Napoli…
Il sedere gli sposta il baricentro verso il basso e rende la corsa goffa come dopo una sbornia di guttalax.
In un comico scambio con Khedira in area bresciana sembra il protagonista di una gag di Benny Hill.
Spero mi legga, si offenda e mi smentisca.

Rabiot conferma la tesi secondo cui le madri siano la rovina dei figli ma va detto che ha dato segnali di ripresa nel secondo tempo come De Niro nel film Risvegli. Speriamo non faccia la stessa fine ma temo sarà un giocatore che dividerà, ci farà discutere a lungo come un 6 di Vernazza.
Bernardeschi invece conferma di non guardare le partite: entra e prova a lanciare in velocità Higuain 2 volte.

A parte la saponetta iniziale del numero 1 la difesa si comporta bene, mentre Danilo conferma l’epidemia di terzini tale da poterci fare una serie tipo The hot zone, gli altri 3 giocano l’ennesima partita concentrata e sicura: in crescita Semola de Ligt, Bonucci e AS come un orologio. Nel frattempo consiglio vivamente l’acquisto del talismano di Famoso Iole

Tre nomi a cui offrire da bere: Dybala (dai che forse vediamo la fine del tunnel), Cuadrado (nato pronto) e Ramsey (tolto lui la Juve diventa come i Litfiba senza Pelù).

Ultima nota: quando entra Matuidi il commento generale è “ecco il più importante della Juve”. È vero, l’ha detto anche il mister ricordando che “è con le sostituzioni gratuite al momento giusto che l’Italia è diventata un grande paese.” ma permettetemi di sperare sia solo una fase passeggera.

È stata una partita che conferma i progressi della squadra e che poteva essere chiusa molto prima del 94°, anche se bisogna fare la tara col valore dell’avversario. Come sabato col Verona la Juve non perde la testa una volta passata in svantaggio, si riorganizza, respira, fraseggia, si rialza, gioca come vuole l’allenatore, non gira le spalle alla fortuna.
Sempre con calma però.