Il tifoso semplice applaudirà Bonucci

di Massimo Zampini |

L’unica cosa che si è capita di tutto questo intreccio col Milan è che torna Bonucci. Come dovremmo accogliere chi solo un anno fa ci ha lasciato, ha preteso di diventare il capitano dei rossoneri e, venuto da avversario a Torino, ci ha pure esultato in faccia sciacquandosi la bocca? Dovremmo forse applaudirlo?

Ale 86

Ognuno farà come si sentirà.

Io, che sono un tifoso semplice, ho una mia regola: applaudo chiunque giochi con noi. Il mio unico interesse è che la mia squadra faccia la miglior stagione possibile: non devo prendermi rivincite, fare pagare qualcosa a qualcuno, voglio solo che l’ambiente sia sereno e i giocatori messi nelle migliori condizioni per fare bene.

Non fischio i nostri durante le partite, soprattutto nei cicli incredibili come questo. Chi viene diventa un mio paladino, finché resta con noi.

Esattamente come ai tempi dell’arrivo di Allegri, di cui non eravamo entusiasti: lui si beccava insulti di ogni tipo, io speravo solo che facesse rimpiangere a tutti i tifosi avversari, tronfi come sempre prima del dovuto, quelle (patetiche, peraltro) battute tipo “state Allegri”, convinti che la nostra festa fosse finita e ora toccasse a loro. Viva Allegri, allora, anche se all’inizio non ero così convinto.

Viva Lippi, quando è tornato, dopo averci tradito a fine 1997-98 per andare ad allenare la squadra che più aveva fatto per sporcare e delegittimare le nostre (anche sue, di Marcello) vittorie.

Arrivando a Bonucci: non mi ero disperato per la sua partenza, mentre tanti juventini pensavano che stessimo regalando al Milan l’arma per competere con noi (per alcuni funziona così: se se ne va ci si dispera, se torna pure), certo non mi preoccupo ora per il suo ritorno.

Ripeto, sono un tifoso semplice: se vai al Milan spero che tu non vinca nulla, posso anche fischiarti allo stadio (non c’ero e non credo che l’avrei fatto, considerato il passato leggendario con noi, ma è certamente legittimo) e detestarti mentre segni ed esulti davanti alla nostra curva, canto felice e divertito “Bonucci sciacquati la bocca” quando ti faccio 4 gol in finale di Coppa Italia. Non sei della mia squadra, non ho motivi per augurarti sportivamente il meglio.

Se torni da noi, però, ti tifo esattamente come prima. E prima, credimi, ti tifavo parecchio. Come supportavo Baggio, che raccoglieva sciarpe viola, e Capello, che sparlava di noi fino al giorno prima di arrivare. Come ho tifato Conte, mi sono arrabbiato quando se n’è andato (e conseguentemente perlopiù disinteressato dei suoi risultati altrove) e lo ritiferei in modo identico se tornasse. E’ semplice, no?

Forza Bonucci, allora, se tornerà. Ha voglia di tornare, ha chiamato i compagni, si è scusato per l’addio, lo farà anche con noi. Anzi, già immagino la scena: entra in campo allo Stadium, misto di fischi e applausi, lui va al centro del campo, alza le braccia, come per chiedere scusa a tutti, la mano sul cuore, il segno di essere tornato a casa.

Applaudirò e inciterò. Lui e gli altri 10 che giocheranno.

Come sempre, da quando tifo per la mia squadra.

Da tifoso, è l’unico contributo che posso e voglio dare: sostenere chi indossa quella maglia, sperando che alla fine faccia sempre almeno un punto più degli altri.