Bonucci (?) e i soliti sospetti

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Ok. Se n’è andato lui.

Ok. E’ lui che ha fatto un casino, nessuno voleva cacciarlo. Che delusione.

Credeva di spostare gli equilibri da solo andando da quelli lì.

Ora vuole tornare, dopo tutto sto casino. L’orgoglio ci dice di mandarlo al diavolo. GIUSTO!

Perché in fondo è un ingrato, un traditore.

E poi i ritorni non funzionano mai, le minestre riscaldate non piacciono a nessuno.

MA RAGIONIAMO UN ATTIMO.

Abbiamo vinto tutto con lui, tanti scudetti, tante coppe.

In giro per il mondo, se ancora parli di Juve, ti parlano di lui.

Carattere orgoglioso, difficilmente diplomatico, tipico temperamento tirrenico.

La Juve ha fatto tanto per lui, la società l’ha supportato, lo ha anche sopportato tanto.

Lo ha tenuto in panchina quando se lo meritava, ma sinceramente forse anche quando non se lo meritava più.

Lui però ha fatto tanto per la squadra, è diventato uno delle bandiere di questo club.

Ha contribuito con gli altri a riportare la Juve tra i primi 4 club d’Europa, ha infranto dei record pazzeschi, da leggenda.

Mi sarebbe piaciuto vederlo per sempre con noi, a vita, come fanno in Inghilterra, come hanno fatto con gente come lui al Manchester United.

Lo amavamo alla follia.

Ma si sa, ormai i rapporti erano lacerati. Lui un po’ troppo presuntuoso, anche con i giornalisti. Dicono che si sia messo lo spogliatoio contro.

E dicono che sia stato lui a volersene andare via. A cercarsi una squadra restando in Italia.

Inaccettabile lasciarci. Dopo tutto quello che ha vinto qui. E inaccettabile andare proprio lì, in quella squadra di Milano, una delle nostre storiche rivali, dopo tutto quello che era successo l’anno prima nel nostro stadio trasformato in una commedia di scimmie urlanti, con il loro portiere e tutti gli altri che ci chiamavano ladri per un rigore. Ed è andato proprio lì.

Ma si sa, lui pensava di poter vincere anche lì, perché tanto bastava lui. In quella società sgangherata, con una presidenza discutibile che poi si è rivelata in tutta la sua inconsistenza, con giocatori assunti direttamente dalle migliori discoteche di Milano Marittima.

Diceva che poteva vincere senza di noi. Non lo ha fatto.

E noi pensavamo di vincere senza di lui.

NON LO ABBIAMO FATTO NEMMENO NOI. DOPO DUE STAGIONI DI ANCELOTTI NON LO ABBIAMO ANCORA FATTO, CACCHIO…

QUINDI BEN VENGA IL RITORNO DI MARCELLO LIPPI ALLA JUVE. OK, E’ STATO ALL’INTER, E’ STATO UN PO’ STRONZO, UN PO’ ARROGANTE, MA SONO SICURO CHE ABBIA CAPITO LA LEZIONE. CON LUI ALMENO UN ALTRO PAIO DI SCUDETTI LI VINCIAMO!”

 

Lettera originariamente destinata alla rubrica “Lettere al Direttore” di Hurrà Juventus, ritrovata in uno zaino Invicta e datata 1 Giugno 2001…

 

di Stefano Rampino