Bonucci e Pjanic, due pilastri da preservare

di Michael Crisci |

Szczesny-Bonucci-Pjanic-Ronaldo. Se l’attuale Juventus non ha ancora trovato una precisa identità tattica, si può però convenire che abbia già una spina dorsale consolidata. Ma se per il polacco e il portoghese le alternative sembrano non mancare, per il capitano e il bosniaco si registrano alcune preoccupazioni in seno allo staff atletico bianconero.

La situazione più critica riguarda il centro della difesa. Pur disponendo di 5 difensori centrali di ruolo nel proprio roster, la Juve attualmente si trova a dover fare affidamento a soli due elementi, Bonucci, ovviamente, e Merih Demiral, che ha convinto Sarri a tal punto che lo stesso tecnico toscano avrebbe posto il veto a una sua eventuale cessione (Leicester e Borussia Dortmund si sono fatti vivi con offerte ufficiali molto importanti)

Se di Chiellini la situazione è nota (dovrebbe riuscire a tornare in lista Champions a febbraio, ma la Juve continua a monitorare attentamente la situazione), a preoccupare lo staff bianconero solo le condizioni di de Ligt. Il centrale olandese convive coi postumi di un infortunio alla spalla, patito a fine novembre al Gewiss Stadium con l’Atalanta (paradossalmente la miglior prestazione fin qui offerta in bianconero dall’ex Ajax). La premura principale dello staff è quella di scongiurare a tutti i costi un eventuale intervento chirurgico. Per questo si è optato per una terapia conservativa che però, de facto, impedisce a Sarri di poterlo utilizzare con continuità (5 panchine di fila dal post Lazio-Juventus di campionato).

Come dare dunque riposo a Bonucci? la risposta non è semplice. Il viterbese ha potuto riposare solo per l’inutile gara di Leverkusen, oltre che per 14 minuti contro l’Udinese. Ad oggi, sono stati 2.146 i minuti giocati, per un totale di 9.956 km medi percorsi in Serie A, e 46969 metri di distanza coperta in Champions (Dati Lega Serie A e Uefa). Nel corso degli anni, raramente Bonucci è incappato in infortuni importanti, se si eccettua quello del novembre del 2016 a Marassi contro il Genoa.

Di sicuro sarà difficile tornare a fare affidamento su Daniele Rugani, chiamato in causa 2 volte in queste stagione, risultando poco convincente e probabilmente con la testa altrove (per ora comunque 0 offerte per lui). Un’opzione estrema, molto sperimentale, potrebbe essere quella di proporre un altro elemento attualmente sul mercato, Emre Can, che in difesa ci ha giocato lo scorso anno con Allegri, come questa stagione con  la Germania, ma in una difesa a 3.

Rischiare de Ligt al momento potrebbe creare una situazione simile a quella dello scorso anno.

Per quanto riguarda Pjanic, il tema è stato sdoganato dal centrocampista stesso, che in una intervista risalente al 28 novembre, ha candidamente ammesso che il suo calo di rendimento, dopo un inizio di stagione scintillante fosse dovuto a un calo fisico. D’altronde Pjanic risulta essere il primo giocatore bianconero per km percorsi in Serie A (11.605, quinto nella graduatoria generale), e risulta aver coperto circa 72.366 metri in Champions (Dati Lega Serie A e Uefa). Il tutto per 1947 minuti giocati.

Per sostituire Pjanic le soluzioni ci sarebbero, come per esempio Bentancur, che però adesso si è definitivamente preso il posto di mezzala destra titolare. La sua attuale squalifica, però, ha portato all’impiego in altre zone del campo di Adrien Rabiot, che Sarri stesso ha dichiarato di vedere perfetto come uomo davanti alla difesa, in alternativa proprio a Pjanic (anche in vista di un ipotetico avanzamento dell’ex Lione e Roma). Il tecnico toscano sta timidamente provando lo stesso Emre Can in quel ruolo, nonostante lo scorso anno, nelle poche volte in cui Allegri lo provò in quella posizione, i risultati furono disastrosi.

Insomma, lo staff atletico ha drizzato le antenne sulla condizione fisica di due perni della squadra, in vista di una primavera che, tra duello con l’Inter e fase ad eliminazione diretta in Champions, dovrà essere al top, come spesso, negli ultimi anni, non è accaduto. Molto dipenderà dai tempi di recupero di de Ligt, ma, forse, anche dal mercato.


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