Bonucci al Milan, sfide e rischi

di Sandro Scarpa |

3 pensieri e 1 dato su Bonucci-Milan.

Premesso che la Juve si prende un grosso rischio e il Milan fa grande acquisto tecnico-tattico-mentale.
Premesso che è inutile parlare di cifra alta o bassa, di motivazioni e volontà di una delle due parti, perché non si conoscono dinamiche di mercato e rapporti tra giocatore e club.

Premesso soprattutto che la stucchevole retorica sui top che se ne vanno e sullo smantellamento presunto le lasciamo ad altri.

1. Se prendi uno straniero sai che poi può andare via all’estero al doppio dell’ingaggio, se invece punti su italiani sai che potranno resistere ad offerte estere e restare in Italia ma, al contempo, se ci sono un paio di club in Italia che possono garantirgli un ingaggio alto (oggi le due milanesi) e una sfida affascinante, può capitare di sentirsi chiedere la cessione e, a quel punto, sei anche costretto a prendere meno di cartellino rispetto alla stessa cessione in Premier.

2. È una delle poche volte che un Top nel suo ruolo -perchè Bonucci lo è- che poteva diventare anche capitano -parole del mister- sceglie, a 30 anni, di ripartire daccapo con i preliminari di EL in un club con fatturato minore. A suo modo è un percorso affascinante. Solo per uno screzio con un mister o con la società queste scelte radicali non si fanno (DeRossi fu trattato malissimo e messo in panchina da Zeman), ci vuole anche una certa “stanchezza” da titoli vinti e una certa “disillusione” da titoli persi. A suo modo è significativo per un uomo che ha poggiato la sua carriera sull’aspetto motivazionale andare in una rivale storica decaduta che vuole tornare grande. Una sfida alla Conte, o alla Bonucci.

3. La Juve a questo punto si trova con due grane (Alves, Bonucci) a cui si aggiunge quella inattesa di Schick e la questione Sandro (che è sempre voglioso di andare in Premier). La Juve, dopo la concente delusione di Cardiff e dopo questo smacco intensamente percepito dai tifosi, deve essere coraggiosa nello spostare il peso economico, tecnico e carismatico di Bonucci a centrocampo. Avere 4 centrali per 2 ruoli è sufficiente (con Caldara eventuale a Gennaio/Giugno). Prendere un 5° centrale non avrebbe senso, significherebbe non aver fiducia sportiva in Rugani, Chiellini, Benatia e Barzagli, e spendere comunque tanto per qualcuno che non sarà mai forte come Bonucci. Meglio investire a centrocampo, al contempo completando terzino dx e altro esterno (o punta senza Schick).

La Juve deve reagire con intelligenza ma anche con audacia e forza economica.

Chiudo con un dato.

Fatto: Potevano e dovevano essere almeno 50 milioni ma (senza esprimere valutazioni e trovare giustificazioni) per quanto pochi, 40 milioni rendono Bonucci il 30enne più costoso della storia del calcio. Hulk (55 milioni allo Shangai) e Shevchenko (43 milioni al Chelsea) compirono 30 anni qualche mese dopo il trasferimento. Ad oggi il 30enne più caro resta Eto’o all’Anzhi (27 milioni, 30 anni fatti a Marzo). I difensori più cari di Bonucci erano tutti molto più giovani al momento della cessione e tutti acquistati da club di Manchester o PSG:
-Stones (55 milioni, 22 anni) al ManUTD,
-David Luiz (49,5 milioni, 27 anni) al PSG,
-Ferdinand (46 milioni, 24 anni) al ManUTD,
-Otamendi (44,5 milioni, 27 anni) al City
-Thiago Silva (42,5 milioni, 28 anni) al PSG
in attesa di Kyle Walker (pare 50 milioni sempre al City).

È un segno dei tempi, la penuria di centrali forti poteva portare Bonucci all’estero a cifre nettamente superiori, brava in ogni caso la Juve ad assicurarsi Rugani e Benatia a prezzo di saldo e Caldara a prezzo ragionevole. Ora deve dimostrare di essere ancor più brava.

Addio Leo, sono stati 7 anni di rischi e sfide quasi perfette, in ogni caso emozionanti. Ora tocca alla Juve osare.