Bonucci e quel perdono mai arrivato

di Juventibus |

Come una spada di Damocle piovono critiche su capitan Bonucci, dopo la sfida tra Juventus e Lazio finita 2 a 1.

Sono due gli episodi che coinvolgono il difensore bianconero. Il primo episodio è arrivato a fine primo tempo, quando Ciro Immobile con un buon tiro da fuori area, stampa la palla sul palo. In questa occasione si contesta la posizione di Bonucci che a pochi metri, ha dato le spalle all’avversario assumendo una posizione che desse lo spazio a Immobile per tirare incontrastato.

Il secondo episodio, arriva invece sul 2 a 0 per la Juventus. Lancio centrale per Immobile, con Bonucci in netto vantaggio, Szczesny non esce e costringe il giocatore ad un tentativo di rilancio che diventa però un calcio a Immobile e gli costa un rigore in favore della Lazio e un cartellino giallo che gli costringerà a saltare la trasferta di Udine (poi ci sarebbe da capire perché i falli da rigore fatti dalla Juventus prevedono il giallo e quelli degli avversari no… ma questa è un’altra storia).

Insomma tutti sbagliano, ma a quanto pare l’errore di alcuni è più pesante dell’errore di altri e non per ciò che comporta l’errore in sé, ma per il passato che non si vuole dimenticare.


Gli haters, come al solito, non hanno risparmiato i commenti negativi su Bonucci, che non arrivano certo dal primo errore o dall’azione che ha portato al rigore di Immobile, sul quale, personalmente, vedo più un errore di Szczesny che non esce e non avverte il compagno dell’arrivo dell’uomo alle sue spalle, ma bensì, per ricercare le cause “dell’odio” (agonistico s’intende e si spera) dobbiamo tornare a quando capitan Bonucci vestiva altri colori.

Quello che per alcuni era stato “alto tradimento” all’epoca, si trasforma oggi in una lente d’ingrandimento su qualsiasi sbavatura del Bonucci bianconero.

Sarebbe ora di mettersi alle spalle il passato e vedere le cose per quello che sono, ovvero, un Bonucci che sta giocando tutte le partite di questo anomalo campionato, stringendo i denti a causa di un dolore al tallone insieme ad un de Ligt con una spalla da operare e un centrocampo che non fa filtro, dando più lavoro alla difesa.

I giocatori vanno e vengono, ma bisogna sempre sostenere chi veste i nostri colori.


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