Il ritorno di Bonucci: analisi e statistiche

di Alex Campanelli |

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C’è tanto, praticamente tutto, di quello che è il calcio di Leonardo Bonucci in Chievo – Juventus; al suo secondo esordio con la maglia bianconera, il numero 19 ha messo immediatamente in campo tutti i suoi pregi, che erano mancati alla Juventus molto più di quanto pensassimo, ma anche le sbavature e le superficialità che sembrava aver accantonato col passare degli anni ma che sono riemersi sin dall’inizio della sua stagione milanista. Andiamo ad approfondire.

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Dal punto di vista del coinvolgimento nel gioco della Juventus, sembra davvero che Bonucci non se ne sia mai andato: con 98 passaggi totali è risultato il secondo giocatore chiamato in causa più spesso, appena dietro ai 104 appoggi di Pjanic, con la solita percentuale estremamente positiva di tocchi andati a buon fine e con un misero 6,1% di tocchi all’indietro, percentuale corroborata dal fatto che la Juventus ha praticamente sempre tenuto il pallino del gioco. Qui sorge spontanea una domanda: la “colpa” è solo dell’atteggiamento difensivista del Chievo, oppure la Juve 2018/19, con la collaborazione di Leonardo (ma anche di Cancelo) tenterà sovente un approccio meno rinunciatario e più improntato al possesso? Le prossime uscite ci daranno sicuramente qualche indicazione in più.

Tra i dati importanti non specificati dal grafico Opta di cui sopra, c’è sicuramente quello relativo ai lanci lunghi, vero marchio di fabbrica del centrale bianconero: al Bentegodi Bonucci è andato al lancio per i compagni 11 volte, mettendone a segno ben 8. Fiore all’occhiello della sua gara dal punto di vista offensivo, l’ottimo cross per questo colpo di testa di Cristiano Ronaldo:

Resta comunque l’atavico problema del Bonucci marcatore, quello che sembrava progressivamente essersi ridotto al lumicino anno dopo anno sotto la sapiente guida di Chiellini e Barzagli: la superficialità. Dall’inquadratura che potete osservare nella gif qui sotto, è chiaro come Bonucci, a differenza di Chiellini e Alex Sandro, perda velocemente il contatto visivo col suo uomo; tale errore, unito alla tendenza dei difensori moderni, spesso sottolineata da Giulio Gori, di marcare l’avversario da davanti, porta Leonardo a trovarsi completamente fuori posizione in occasione del cross di Giaccherini, tagliato ma decisamente non irresistibile.

Il ritorno di Bonucci porta dunque con sé conseguenze decisamente prevedibili; la sua presenza aiuta in maniera importante l’uscita del pallone dalla trequarti bianconera (aspettando le prossime gare per osservarne ulteriori effetti benefici), i suoi lanci lunghi per i giocatori offensivi sono un’ulteriore soluzione da aggiungere all’ampia gamma di possibilità offensive della Juve, ma Leo deve assolutamente ridurre all’osso errori così marchiani in fase di marcatura. Dalla prima dimenticabile annata con Delneri sino alla finale di Champions con il Real Madrid Bonucci ha fatto passi da gigante in fase difensiva, aiutato da una personalità e un’identificazione con la maglia bianconera di anno in anno più marcate, l’errore su Stepinski sarà tranquillamente ascrivibile a incidente di percorso se nelle prossime uscite il numero 19 mostrerà di non esser cambiato.