J-Bond: c’è odore di business

di Mario Sironi |

Nel lontano giugno 2011 così scrivevo sulle pagine del settimanale Calcio GP (tempi eroici, vero Luca Momblano ?) in articolo dove analizzavamo l’aumento di capitale sociale di allora:

 
“C’è però un altro strumento che potrebbe essere messo in cantiere dalla dirigenza juventina nei prossimi mesi al fine di raccogliere nuove risorse: anziché battere sempre la strada delle azioni con aumenti di capitale, finora non è mai stata presa in considerazione la via delle obbligazioni. Una soluzione a mio avviso molto interessante ma poco seguita nel variegato mondo del pallone.”

 

 

 

A quanto pare non eravamo dei visionari se, come è emerso in queste ore, Juventus FC Spa sta per lanciare un bond a 5 anni per gli investitori istituzionali, per totali 175 milioni di euro con richieste già largamente superiori, a quanto è dato sapere, aspetto che preannuncia un possibile rialzo prezzo nel post collocamento per il classico effetto domanda/offerta (denaro/lettera per gli amanti del borsino).
Una premessa per i non addetti ai lavori: in finanza , con il termine obbligazione (in inglese, bond) si intende un titolo di debito emesso da un ente pubblico o una società privata (come nel nostro caso) con il quale quest’ultima recepisce liquidità garantendo il rimborso del capitale ad una certa data e il pagamento di interessi (le famose cedole) con cadenze periodiche.

 

 

Il tasso del bond Juve sarà del 3,375% e, tanto per fare un raffronto, un titolo di stato italiano di pari durata ha oggi un rendimento lordo del 1,86% (peraltro tassato al 12,50% e non al 26%). Verrà emesso leggermente sotto la pari a 99,436 il che aumenta leggermente il rendimento effettivo. Prima che qualcuno di voi si precipiti in banca a sottoscriverlo è opportuno ricordare però che si tratta di un collocamento riservato agli investitori istituzionali (banche , fondi , SIM ecc.) e ammesso che qualche banca retail lo negozi successivamente sul mercato secondario, avrà quasi sicuramente lotti minimi (e multipli) da 100 mila euro.

 

Il titolo sarà privo di rating, dunque senza valutazione preventiva da parte delle note agenzie, ma sarà di tipo senior, ossia non subordinato, quindi con un grado di solvibilità teorica massimo. Per chi mastica un po’ di finanza ricordiamo che la Exor ,la cassaforte della famiglia Agnelli che controlla anche la Juventus, ad oggi ha un rating di livello medio che oscilla tra A- di breve termine e BBB+ di lungo termine (con outlook stabile per Standard and Poor’s) con probabilità statistiche di fallimento entro 60 mesi intorno al 2,3%. Per analogia potremmo dire che Juventus ha un rating implicito più basso, basti pensare che Exor nel 2018 ha emesso un bond a 20 anni al 3,25%, ma credo sia il caso di sgombrare gli equivoci: una emissione di un bond non è l’anticamera di problemi finanziari, come evocato da qualche gufo in Rete .

 

 

L’ultimo bilancio annuale porta un indebitamento netto superiore a 300 milioni . Ancora non sappiamo se il prestito obbligazionario verrà usato per una ristrutturazione del debito o per alimentare il business caratteristico (io credo la seconda opzione), ma in ogni caso se il cash flow generato da tutte le aree di business crescerà più degli oneri finanziari vorrà dire che Juventus S.P.A. starà usando con profitto la “leva finanziaria“.
Il bond costerà alla Juve interessi annui per 5,9 milioni per 5 anni; a bilancio 17/18, gli oneri finanziari erano complessivamente 12 milioni. Servirá dunque un ulteriore scatto in avanti nei flussi di cassa generati dai ricavi, sfruttando al 100% l’effetto Ronaldo su merchandising e rinegoziazione contratti sponsor : il nuovo accordo con Adidas è stato credo solo un assaggio.

 

 

Anche una buona strategia di Players Trading darà il suo contributo al Rendiconto Finanziario annuale. Nel prossimo bilancio del 30 giugno 2019 potremo valutare l’impatto nei conti di questa emissione che rappresenta l’ennesima innovazione marchiata Juventus.