Bologna per riprendere a vincere

di Federica Zicchiero |

In questo inizio di stagione la Juve ha inanellato un solo filotto di vittorie consecutive, quello iniziale tra la prima e la sesta. Poi altre 6 vittorie ma inframmezzate da qualche stop, fino al pari interno con l’Inter di sabato scorso. Una ghiotta occasione per tornare primi, purtroppo sprecata.

E quindi tocca ripartire da Bologna per prendere i 3 punti che sono mancati la settimana scorsa. E tocca, probabilmente, andare a prendere anche qualche sassata, visto che Bologna è una di quelle piazze provinciali che si vanta di un’improbabile “rivalità storica” con la Juve. Un odio a senso unico, inspiegabile, capace di raggiungere parossisimi quali l’augurio di morte (“Spero che cada l’aereo che li porta a Cardiff”) da parte di uno speaker radiofonico locale, la scorsa primavera. Chissà se hanno predisposto un tunnel coperto per i giocatori, come a Napoli? E chissà se il pullman di squadra, al ritorno a Torino, dovrà fare la tradizionale sosta in carrozzeria per riparare qualche finestrino rotto? Staremo a vedere.

Che poi a me il Bologna, quando ero piccola, stava anche un po’ simpatico. Per via di quella cosa mi diceva mia madre, lei totalmente disinteressata al calcio: “Da bambina simpatizzavo per il Bologna perché c’era un giocatore con un nome strano, Tumburus”. E per via della città, bella e accogliente. Come si fa a non simpatizzare per una città dove si mangia da dio?

Ma torniamo a noi. A quanto pare serviranno molta pazienza e tenacia per riprendere la vetta. Per farlo serviranno 3 vittorie da qui alla fine del 2017: a Bologna, in casa con la Roma e poi a Verona, sponda Hellas. In mezzo, l’impegno di Coppa Italia col Genoa. E tre vittorie potrebbero anche non bastare, se Inter e Napoli non dovessero frenare un po’. Le due davanti a noi – al netto di qualche prestazione meno brillante nelle ultime giornate – continuano infatti a macinare punti. Magari senza incantare (dov’è finito il bel gioco del Napoli, che in campionato non segna su azione dal 18 novembre?), magari rischiando qualche brutta figura (Inter schiacciata dalla Juve nello scontro diretto e portata ai rigori dal Pordenone in Coppa Italia), ma sul piano dei risultati non hanno ancora frenato. Complice anche la scarsa qualità di tante squadre di questa disastrata Serie A a 20. Dando per scontato che le 3-4 big (non scordiamo la Roma, che deve recuperare la partita con la Samp) vincano più o meno agevolmente contro la maggior parte delle squadre del torneo, quest’anno gli scontri diretti saranno ancora più importanti.

Ma perché gli scontri diretti risultino decisivi, occorre restare attaccati al treno delle prime. Per questo le ultime 3 partite dell’anno diventano fondamentali: facendo 9 punti rimarremmo attaccati alle prime e metteremmo loro pressione. La corsa per lo Scudetto è ancora lunga e sembra che sarà piuttosto affollata. Negli ultimi anni, a parte l’inizio del campionato 2015-2016, siamo stati abituati a corse a due in cui la Juve arrivava a maggio con un cospicuo vantaggio. Quest’anno, invece, l’impressione derivante dai primi mesi è che si lotterà punto a punto. Importante quindi ripartire subito con una vittoria, domenica a Bologna.