Bologna-Juventus 0-1: la Joya, un lampo e poco più

di Fabio Giambò |

dybala trequartista

Non è chiaro se è un problema di condizione, di imprecisione tecnica, o di disordine tattico, ma, così come a Madrid, anche oggi la Juventus, stavolta nel teatro meno blasonato del Dall’Ara, ha lasciato molto a desiderare: ok, si è vinto, unico motivo per sorridere, che non è poco, ma che lascia poco entusiasmo considerando quello che verrà da qui in avanti più in campo europeo che altro. In Serie A c’è da gestire un vantaggio che mai era stato così ampio a questo punto della stagione per una capolista da quando il campionato è tornato a 20 squadre, così come nessuno mai ha avuto un bottino di punti tale a questo punto della stagione, suona stonato tutto ciò se si valuta la prestazione, l’attesa, il futuro appunto.

Allegri se la gioca con una formazione decisamente sperimentale, non raccoglie evidentemente ciò che aveva sperato: la squadra è lenta, soffre, non trova mai una manovra pericolosa, Skorupski finisce il primo tempo con i guanti puliti e la divisa come fosse nuova. Dietro, invece, c’è qualche brivido di troppo, e menomale che stavolta si gioca contro Edera e Santander anziché Griezmann e Morata. Nella ripresa cambia qualcosina con l’ingresso in campo di Dybala, bravo prima a rifinire l’azione, poi a concludere in diagonale sfruttando l’unico mezzo errore della difesa rossoblù. Nel finale nuova sofferenza, un palo amico, tanto disordine, e solito sclero del mister quando si batte un corner in mezzo anziché tenere palla sulla bandierina a pochi istanti dalla fine.

“La Juventus in campionato non sbaglia un colpo”, ha chiuso così il telecronista Sky al fischio finale di Calvarese, ma, sarà perché ormai si spera in qualcosa di sempre più grande, la sensazione finale è che non può più bastare quello che questi ragazzi, comunque vincenti, stanno mostrando dall’inizio del 2019 ad oggi.