Mandzukic aiuta la Juve nella riconquista alta

di Jacopo Azzolini |

mandzukic

Nel periodo in cui le big iniziano (finalmente?) a soffrire contro le medio-piccole dopo un avvio di stagione overperforming in termini di punti, la Juventus a Bologna firma una prestazione piuttosto dominante e continua nell’arco dei 90′. E lo fa schierando nuovamente il 433 in entrambe le fasi di gioco, per quanto palla al piede la squadra risulti comunque ibrida: a tratti, con De Sciglio stretto, i bianconeri – come con l’Inter – continuano a dare le sembianze del 334.

Più che per la qualità della manovra offensiva – anzi, diversi errori tecnici ad inizio gara negli ultimi metri, col risultato che si è tirato anche meno di quanto si sarebbe potuto -, l’aspetto più rilevante della gara bianconera è determinato dall’atteggiamento. Forse anche a causa di una condizione fisica migliore (Allegri d’altronde lo aveva anticipato), si è vista una delle Juventus più corte e compatte della stagione. Soprattutto nella metà campo rivale.

I bianconeri hanno schiacciato gli avversari fin dal principio, approcciando la gara con ritmi intensi (che a volte si traducevano in qualche passaggio o scelta sbagliata) e annichilendo i tentativi di risalita del Bologna. Quasi mai gli interni felsinei avevano modo di buttarsi in mezzo, così come raramente Verdi è potuto agire in condizioni adatte per pungere. Si è quindi abusata la disperata ricerca di un Destro tanto appannato quando abbandonato a se stesso, impeccabilmente seguito da un Benatia in condizioni monstre.

Ma, a determinare il baricentro altissimo della Juve, è stata soprattutto la brillantezza in fase di riconquista della palla. In merito, va segnalato l’elevato dinamismo offerto dalla catena sinistra, con Matuidi e Mandzukic in grande spolvero. Da tempo non si vedeva il croato così brillante, efficiente anche nel dialogo con un Alex Sandro in evidente crescita.

Inoltre, in fase di possesso, la Juve è stata brava ad approfittare della tendenza bolognese di non avere un riferimento fisso davanti alla difesa. Pulgar si muoveva infatti molto, col centrocampo che sovente lasciava buchi in mezzo. Grazie a un palleggio paziente, la Juventus è riuscita a disordinare la struttura difensiva rivale, facendo uscire in pressing i rivali. Ne è un esempio il secondo gol, con Pjanic bravo a inserirsi nello spazio venutosi a creare.

Dopo il raddoppio (brava e fortunata la Juve a mettere in discesa la gara nei praticamente unici tiri in porta dei primi 35′), la gestione è stata pura formalità. Il Bologna si è allungato, disordinandosi ulteriormente, col risultato che i bianconeri hanno avuto parecchio spazio nella trequarti. Soprattutto sul lato di Douglas Costa che, dopo le mobilitazioni felsinee dalle sue parti nella prima parte di gara, ha seminato il panico sia sul fondo che in posizioni “alla Dybala”.

Insomma, dopo le difficoltà di inizio stagione e al netto di qualche difficoltà oggettiva (la condizione di Khedira), il 433 sta diventando più efficiente anche in fase di produzione offensiva. Se nel cruciale match contro la Roma ci dovesse essere una conferma di questa disposizione tattica, forse avremo la conferma che Allegri sta trovando la sua quadra (o comunque si sta convincendo su come sfruttare la rosa). Dybala permettendo, of course.