Bianconeri in prestito: Andrés Tello e Alberto Cerri

di Juventibus |

di Davide Prosperi

C’è anche un po’ di Juve nella pronta risalita in Serie A del Cagliari. E non alludiamo al recente passato di Marco Storari, affidabile sentinella tornata in Sardegna da Torino dopo un lustro all’ombra – con lampi di luce, certo – del miglior portiere del mondo, ma a due giovani prospetti di proprietà bianconera ceduti in prestito con diritto di riscatto nell’agosto scorso: Andrés Tello e Alberto Cerri.

Centrocampista e attaccante, entrambi classe ’96 sono approdati sull’isola per maturare cercando di mettere in difficoltà nelle scelte mister Massimo Rastelli in una squadra ad alto tasso di concorrenza in ogni ruolo, perché costruita per vincere. Hanno dovuto sudare non poco per trovare spazio come pedine di un 4-3-3 o 4-3-1-2 sempre votato all’attacco grazie a giocatori di notevole tecnica se rapportati alla cadetteria.

Vero che la critica li attendeva come protagonisti tra i numerosi giovani dell’anagraficamente verdissima Serie B, ma rispetto a molti altri ventenni non partivano titolari ad agosto né sembravano essere le prime scelte in panchina nei rispettivi reparti. Senonché – ora per la migliore condizione fisica, ora per esigenze tattiche, ora per infortuni e squalifiche – si sono ritagliati spazi coincisi con prove convincenti, condite qua e là da gol pregevoli e pesanti. Insomma, metaforicamente il loro mattone nell’edificazione della A l’hanno portato eccome. Ma vediamo nel dettaglio chi sono e come si sono comportati nell’ultima B le due nuove leve.

Fisico compatto (1,80 m x 65 kg) e buona tecnica di base, Andrés Tello è un centrocampista interno destro bravo più a costruire che a difendere. Fa della corsa un punto di forza e nel campionato in corso, in cui ha collezionato 842’ totali (su 22 apparizioni, 7 gare da titolare con 2 gol cui vanno aggiunti altri 140’ in Coppa Italia), ha mostrato una discreta propensione negli inserimenti senza palla. È un destro naturale, ma pure col mancino sa ben disimpegnarsi come mostra il diagonale rasoterra all’angolino per il definitivo 0:2 nella sfida dell’’Arechi’ tra Salernitana e Cagliari (assist di Cerri). Il colombiano quel pomeriggio di dicembre entrò, segnò, ballò e fuggì dagli inferociti calciatori granata a rincorrerlo per “punire” un’esultanza giudicata irriverente.
Ma il capolavoro di stagione Tello l’aveva realizzato qualche settimana prima nella vittoriosa trasferta di Lanciano. Sua la rete dell’1-0 che può essere tranquillamente considerata la più bella del Cagliari nell’arco dell’intera stagione. Farias pennellò da destra un cross morbido sul secondo palo dove, appostato sulla linea dell’area piccola, in splendido volo Tello andò em bycicleta scaraventando di destro alle spalle del portiere.

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Siccome un nazionale under 20 a certi livelli può solo migliorare, nel caso specifico Tello dovrà farlo sotto l’aspetto tattico (difendere è importante quanto attaccare), nella gestione dell’energie (qui c’entra la capacità di lettura della partita) e nel temperamento (delle 6 ammonizioni e un’espulsione qualcuna poteva senz’altro risparmiarsela).

Quanto all’ariete Alberto Cerri (1,94 m x 91 kg), ha sgomitato in una prima linea formata dal suo “alter ego” Melchiorri, quindi Sau, Joao Pedro, Farias, e Giannetti. Al loro cospetto il ragazzo emiliano s’è giocato le sue carte concretizzatesi soprattutto in subentri a gara in corso (807’ giocati, 6 gare da titolare oltre ai 180’ in Coppa), specialmente quando, col Cagliari in vantaggio, c’era da far salire la squadra e tener palla. Eccetto quello di Avellino, i suoi altri due gol nelle trasferte di Lanciano e Bari sono classiche finalizzazioni di contropiedi nelle quali ha ribadito una certa rapacità d’area unita alla giusta cattiveria in zona gol. Quando non ha segnato, Cerri ha funzionato anche da grimaldello per scardinare retroguardie spigolose in gare complicate con gli avversari chiusi a riccio. Tiro da fuori, colpo di testa, lucidità palla al piede sono gli aspetti su cui l’under 21 azzurro deve maggiormente concentrarsi per affinare il suo bagaglio d’attaccante.

In sintesi, questo l’operato dei prestiti juventini quando la promozione in A è cosa fatta. Un bilancio senz’altro buono ma, realisticamente, appare difficile che Cerri e Tello dal prossimo anno possano aspirare a far parte in pianta stabile della già forte e completa rosa a disposizione di Massimiliano Allegri. Più probabile che i due siano ancora una volta girati in prestito o – le vie del mercato sono infinite – inseriti in contropartite tecniche per arrivare ad altri giocatori. Discorsi prematuri, è solo maggio.