Bettega compie 65 anni: il compleanno di una leggenda juventina

di Davide Terruzzi |

Prima attaccante, poi dirigente. Roberto Bettega e la Juventus sono legati da un legame indivisibile ma indissolubile. Nato a Torino il 27 dicembre 1950, cresce nel settore giovanile bianconero; mandato in prestito nell’estate del 1969 a Varese, dove aiuta i lombardi nella promozione in Serie A, grazie a 13 gol, fece ritorno a casa dove vi restò per tredici stagioni consecutive. In piena esplosione, nel gennaio 1972, fu costretto a fermarsi per lunghi mesi da una complicata forma di pleurite prima di rientrare nell’estate successiva. Con la Juventus vinse sette scudetti e una Coppa Uefa, giocò in bianconero 481 partite realizzando 178 gol (terzo dietro a Del Piero e Boniperti per numero di gol). Attaccante moderno e versatile, dotato di una grande visione di gioco, formidabile nel colpo di testa, sapeva concludere e suggerire con efficace e rara maestria, indomito caratterialmente. Fu richiamato alla Juventus nella primavera del 1994: Umberto Agnelli lo volle come vice-presidente. Si aprì un lungo periodo, quello della Triade assieme a Giraudo e Moggi, durante il quale vinse una Champions League, una coppa Intercontinentale, una coppa Italia, sette scudetti. Seguì la sua squadra anche nel campionato 2006-2007 con l’incarico di consulente di mercato lasciando l’incarico a fine stagione. Nel dicembre 2009 venne nominato vice-direttore generale ma non riuscì a risollevare la disastrosa stagione e fu costretto ad abbandonare a giugno 2010. Soprannominato Bobby gol, Cabeza bianca, fu anche noto come Penna bianca a causa della canìzie che lo colpì sin da giovane. Di seguito riportiamo alcune sue frasi e citazioni sulla sua persona:

[divider layout=”1″ color=”#ECECEC”]Stile Juventus? È comportarsi come in famiglia, con educazione e un grande rispetto reciproco. Queste due cose sono alla base dello stile Juve fuori campo. In campo è giocare sempre e solo per vincere.[/divider] [divider layout=”1″ color=”#ECECEC”]Lo stile Juve, oltre che un’educazione a rispettare quanti lavorano con te, è anche un educazione a vincere.[/divider] [divider layout=”1″ color=”#ECECEC”]La Juventus è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori.[/divider] [divider layout=”1″ color=”#ECECEC”](A Oriali) Sai Lele io fino al 2006 ho vinto quattordici scudetti, più di quanto l’Inter abbia fatto in tutta la sua storia…. eh eravamo soldatini.[/divider] [divider layout=”1″ color=”#ECECEC”](A Cassano) Se soldatini vuol vincere allora ben venga, abbiamo vinto trenta scudetti.[/divider] [divider layout=”1″ color=”#ECECEC”]Bettega è l’uomo decisivo di questa nazionale […] Bettega non finisce mai di entusiasmarmi, fa prodezze che altri giocatori si sognano. (Bearzot)[/divider] [divider layout=”1″ color=”#ECECEC”]Roberto è stato uno dei giocatori che hanno fatto la storia bianconera […] un grande campione, un simbolo. (Boniperti)[/divider] [divider layout=”1″ color=”#ECECEC”]Bettega aveva i capelli grigi quando giocava, oggi li ha bianchi. Avrebbe dovuto imparare a essere più prudente quando si parla di altri e di arbitri (Gianni Agnelli).[/divider]