Non bestemmiamo su Higuain

di Pietro Salvatori |

Ha fatto “solo” due gol nel primo mese di stagione: “È grasso, è involuto, è un problema, è un peso morto”. Mandzukic ha giocato la seconda partita da prima punta da quando c’è lui, la Juve ha vinto 4 a 0 il derby: “Si gioca meglio senza di lui, c’è un problema, un “caso” per i bianconeri”. Addirittura una trasmissione televisiva ha dedicato un buon quarto d’ora a discettare sul tema: “Meglio con il croato davanti?”.

Ecco, cari amici juventini, magari sarebbe il caso di spegnere la tv, cliccare su “logout” nelle vostre pagine social, e accendere il cervello. Gonzalo Gerardo Higuain resta, per distacco, il più forte centravanti della Serie A. Così come ad oggi, per storia e capacità attuali, è tra i 5 più forti d’Europa. Non è un caso che – lasciando perdere i fuori categoria Messi e Cristiano Ronaldo – il Real Madrid lo abbia ceduto perché ha in rosa uno dei due al mondo che nel ruolo forse lo superano di una spanna, Benzema (l’altro è l’alieno Lewandowski).

Higuain è tutto. È fiuto del gol, è tecnica, è associarsi ai compagni, è far risalire la squadra, è attaccare l’area di rigore e ringhiare sul difensore che porta palla, è spaccare la porta con un destro secco e servire di tacco il compagno quando è la cosa migliore da fare. È un ventaglio di soluzioni, uno spettro di possibilità, che ad oggi non viene contemplato da nessuno dei suoi “colleghi” del campionato italiano, per quanto forti essi siano. Non Dzeko, non Mertens, non Immobile. Probabilmente Icardi è destinato ad arrivarci, ma non è ancora questo il giorno.

Si innervosisce quando le cose non girano? D’accordo. Impiega più tempo degli altri a entrare in forma? Va bene. Fatica ad essere decisivo nei grandi appuntamenti internazionali? Giusto. (Bestemmi quando non gira al Fantacalcio? Ne faccio due, ce l’ho in entrambi, vi lascio immaginare). Aspetti da migliorare, argomenti per una discussione intelligente. Ma non venitemi a raccontare che “Higuain è un problema”.

La storia parla da sola. 121 reti in 264 partite nel Real Madrid. 91 in 146 nel Napoli. 31 in 69 con l’Argentina (5 in Coppa del Mondo). 34 in 63 nella Juventus. L’anno scorso con la maglia bianconera ha timbrato il cartellino 32 volte in 55 caps: 24 in campionato (qualcuno ha provato a definirla una stagione sottotono, solo perché l’anno precedente aveva raggiunto la fantascientifica quota di 36), 3 in Coppa Italia, 5 in Champions.

Ma la storia non scende in campo. Così ecco che un gol ogni quattro partite – media gol normale per i tre quarti degli attaccanti in attività – non basta, apre il caso, lo psicodramma. Ci sono dei problemi? Parliamone, capiamo dove/come/cosa migliorare. Si mette in discussione la sua titolarità, la sua centralità, oggi, nella Vecchia Signora? Bestemmia. Perché un giocatore così va schierato sempre e comunque, cambia il volto alle partite, la butta dentro con ogni parte del corpo, valorizza l’intero lavoro della squadra, anche in fase di non possesso. Due gol in quattro partite nonostante la Juve di inizio stagione abbia faticato a trovare la quadra, nonostante il lavoro quasi da mezz’ala più volte richiestogli per le iniziali difficoltà del centrocampo, nonostante la moria di palloni giocabili fornitigli per un’oggettiva difficoltà dei compagni a macinare gioco offensivo pulito.

Higuain è un “problema” che vorrebbero avere almeno 19 squadre di Serie A, il 99% dei grandi club europei. E pur vivendo un momento non brillantissimo, va fatto giocare sempre e comunque, al netto dei fisiologici momenti di riposo. Perché “aiutare” il Pipita significa aiutare la Juve. Il resto sono chiacchiere, e le chiacchiere le lasciamo ai salotti tv. Per noi l’unica cosa che conta è questa, e questo è Higuain:

 

 

Lo era ieri, lo sarà domani e soprattutto, nonostante quello che vi raccontano, lo è anche oggi.