Bernardeschi, il recupero che puo’ svoltare una stagione

di Riceviamo e Pubblichiamo |

berna sarri

Federico Bernardeschi. Prima o poi doveva essere la sua serata, ed è arrivata. Proprio dopo un periodo agonizzante, con prestazione -per essere buoni- poco brillanti, a Bologna si è rimesso in carreggiata. Presto per parlare di una rinascita, ma una discreta –per essere cauti- ripartenza.

Fede, il 33 che per qualche mese ha provato a tramutarsi in 10, è spesso bersaglio preferito dei tifosi, reo di non essere né il fantasioso trequarti, né il funambolo di fascia, e men che mai l’esterno infaticabile. L’errore è a monte: paragonare Bernardeschi a Dybala o Douglas Costa o Cuadrado non ha senso. Calciatori diametralmente opposti, predisposti alla giocata che fa venire giù lo Stadium o alla fatica da esterno a tutta fascia. Il talento di Federico è meno cristallino, ma non grezzo, meno appariscente, ma non per questo da svilire.

L’ex viola è il prototipo di calciatore amato dai tecnici: alla Fiorentina era divenuto giovane leader; Allegri aveva fatto di lui un “tuttocampista” aggiunto; Mancini non osa privarsene tra i convocati e spesso tra i titolari. Persino Sarri lo elogiava quando neanche immaginava di poter allenare la Juve e ritrovarselo a disposizione.

Ciò che “mister 40 milioni” -cifra che pesa molto sulle spalle del carrarino- può offrire è l’attenzione tattica, il saper eseguire ciò che gli viene chiesto a costo di sfiancarsi, alternare le rincorse e il sacrificio difensivo alla giocata decisiva in avanti.

Stagione pessima fino a Bologna, convinzione nei propri mezzi smarrita e girandola di ruoli abbozzati da mister Sarri da farlo entrare in confusione. Non è un rifinitore, ma forse non era questo ciò che il tecnico chiedeva a Federico schierato da trequarti: è passata inosservata la sua prestazione contro l’Inter a San Siro, in cui si è immolato in marcatura fissa su Brozovic, perno di Conte. Scelta che Sarri ha confermato anche dopo la sostituzione in favore del “tridente pesante”, richiamando Dybala e ripristinando il firewall con Bentancur.

Tanti passaggi a vuoto da allora, autostima sotto i tacchi per uno che fin da giovanissimo faceva della motivazione e della confidenza nei propri mezzi l’arma migliore. Fino a Bologna. Posizione congeniale, avversario abbordabile, serata giusta e si è visto subito: in palla e, soprattutto, in gamba.

Fede è appunto uomo di gamba: deve correre e avere campo e spazi davanti per esprimersi al meglio, quel mix di scatto e tecnica, senza particolari magie o visione periferica di gioco, che lo rendono un giocatore da Juve. E solo quando è nel suo ruolo che Bernardeschi poi ci aggiunge il caviale, il valore aggiunto, come l’assist di tacco per il gol di Dybala. Se l’assist resta negli occhi, se il tiro a giro che va sul palo strozza la gioia in gola, in realtà è la diligenza tattica quello che Sarri si porta dietro della prestazione del 33 a Bologba.

Terzo d’attacco o quarto di centrocampo? Entrambe le cose. A destra sì, ma da lì parte anche Dybala, e per questo tocca a Fede trovare spazi giusti avanti, convergendo o andando in fascia, senza aspettare troppo palla, o tagliare in profondità per portare via l’uomo proprio a Dybala o a Bentancur (o Cuadrado) o riempire quell’area spesso sguarnita. Quei movimenti senza palla che non fanno sobbalzare il tifoso ma restano funzionali allo sviluppo del gioco, per cui te ne accorgi solo quando l’azione esce fuori fluida e pensi “guarda come si è portato appresso l’uomo!”.

Ancor più prezioso l’apporto in fase difensiva: esterno destro a sgroppare avanti e indietro, garantendo l’equilibrio ricercato e offrendo ai due gioielli là davanti, visto il calendario fitto, di non spendersi troppo in ripiegamento.

Il recupero “mentale” e tattico di Bernardeschi, proprio adesso, all’inizio di questo rush finale anomalo, potrebbe rivelarsi provvidenziale, perchè, pur non avendo le stigmate del fuoriclasse, Federico da primo sostituto può rappresentare un lusso che in Italia nessuno può permettersi e che la Juventus è chiamata a sfruttare al meglio.

Di @44gattdernesto