Bernardeschi, prove da mezzala in Juve – Udinese

di Alex Campanelli |

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Nell’abbacinante show offerto dalla Juve di Sarri e guidato da Paulo Dybala allo Juventus Stadium, c’è spazio per qualche osservazione sulla partita di Federico Bernardeschi. Già da tempo Maurizio Sarri aveva intenzione di provare a impiegare l’ex viola da mezzala; dapprima ne ha accentrato il raggio d’azione, spostandolo dalla fascia al vertice alto del suo rombo di centrocampo, quindi contro l’Udinese il 33 è stato schierato in linea con Bentancur e Rabiot, centrocampista di destra nel 4-3-3.

Pur essendo alla prima nel nuovo ruolo, Bernardeschi (complice la non certo forsennata pressione degli ospiti) si è proposto con continuità per ricevere palla, senza nascondersi, toccando complessivamente 82 palloni, in linea coi compagni di reparto, con l’ottima percentuale di passaggi riusciti (anch’essa inficiata dall’arrendevole Udinese) del 92%.

Distaccandoci un po’ dai numeri, va osservato come l’apporto di Federico in fase di rifinitura non sia stato granché influente nel gioco della Juventus; se Sarri voleva da lui quel quid in più di qualità e imprevedibilità che le altre mezzali non possono garantire, fatta probabilmente eccezione per il solo Ramsey, allora Bernardeschi non può che essere rimandato. “Pulita” e “ordinata” non sono di per sé aggettivi negativi per descrivere la sua prestazione, ma non è probabilmente ciò che l’allenatore avrebbe voluto.

C’è però un particolare importante che avrà sicuramente fatto sorridere Sarri, in riferimento al rigore guadagnato proprio da Bernardeschi. Non tanto per il penalty che ha indirizzato definitivamente la gara, causato da un’uscita grossolana di Nicolas, quanto per il fatto che il centrocampista si trovasse effettivamente lì, a calpestare l’area piccola, uomo più avanzato della Juventus.

In una recente intervista Sarri ha ribadito come alla Juventus manchi ancora l’apporto di un centrocampista che possa inserirsi in area e attaccare lo spazio liberato dalle punte, soprattutto in assenza di Khedira, il migliore della rosa in questo specifico fondamentale. Con ogni probabilità, al posto di Bernardeschi nessuno dei centrocampisti a disposizione della Juve avrebbe compiuto quel movimento e sfruttato il gran lavoro di Higuain, un dettaglio che può fare la differenza per aprire le difese più bloccate e non far gravare la manovra offensiva solo sugli uomini più avanzati.

Una sola gara, peraltro non certo proibitiva, non è ancora sufficiente per capire se Federico Bernardeschi potrà recitare un ruolo da protagonista da mezzala nella Juve, ma in 90′ Berna ha mostrato pulizia e precisione negli appoggi, dedizione al compito assegnatoli e capacità di inserimento, difettando nella rifinitura. Facile che l’esperimento abbia un seguito, ma per l’emissione di un giudizio definitivo c’è ancora tempo; le quattro gare che precedono la Champions sono l’occasione ideale per test di questo tipo.