Perché Bernardeschi deve lasciare la Juve il prossimo gennaio

di Valerio Vitali |

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La prestazione con il Crotone di ieri sera è stata per Bernardeschi la cartina tornasole della sua parentesi alla Juve. Il numero 33 bianconero, che vive ormai di seconde occasioni a Torino, pare aver comunque fatto traboccare quel vaso ormai stracolmo da un po’. E’ sotto gli occhi di tutti che sia dal punto di vista qualitativo che caratteriale, non sia in grado di indossare una maglia così pesante.

Arrivato alla Juve con la spada di Damocle di quei 40 milioni che gli pendevano addosso, Bernardeschi è forse stato “vittima” inconsapevole di tutto cio’. Nonostante una prima buona stagione, le aspettative si sono fatte più che mai incombenti e le prestazioni sempre più opache. Nella dimensione bianconera, oramai un corpo estraneo. In qualsiasi posizione entri in campo, non riesce a rendere. In qualsiasi momento della gara entri in azione, non riesce a dare lo sprint. Da subentrante non è mai il propulsore decisivo e se schierato nell’undici titolare non riesce a dare continuità né a se stesso né alla squadra. Un calciatore così, quanto puo’ dare ancora alla causa? E avendo visto quanto fatto nelle ultime due annate e spiccioli, perché puntarci ancora?

Senza scendere nell’impietosa conta delle statistiche che lo riguardano, bisogna mirare il discorso da un’altra parte. Indirizzare ogni possibile discussione verso altri lidi, altre caratteristiche. Si tratta di cattiveria, di visione di gioco, di furbizia e scaltrezza nel capire i momenti delle gare, in corso o dall’inizio che siano. Minuto 92 di Crotone – Juve: azione chiave al minuto 92 trasformato da potenziale assist per Morata a “torello” per la difesa. Cattiveria agonistica, visione, voglia di azzardare, magari sbagliare ma quanto meno provare. Nelle scelte, quelle decisive, Bernardeschi non c’è davvero mai stato (chi si ricorda della sfuriata di Allegri contro lo Young Boys due anni fa?) se non in quella magica notte contro l’Atletico.

Bernardeschi, per il potenziale fatto vedere fino al 2018 poteva essere molto più di tutto questo. Una cessione a gennaio pero’ diventa a questo punto inevitabile. Non solo per le prestazioni, quanto per la sua utilità e per la sua involuzione. Continuare così sarebbe controproducente anche per il carrarese. Essere diventato l’alternativa sull’out di sinistra a Alex Sandro non era certo la sua ambizione nell’estate 2017. Un ruolo, quello, che vede bene invece in prospettiva Frabotta e che, nell’alternanza con il brasiliano avrebbe molto più senso. In termini numerici e di continuità al progetto Pirlo la figura Bernardeschi (a maggior ragione con l’arrivo di Chiesa che sulla fascia destra gli tarpa ulteriormente le ali) appare quella di un pesce fuor d’acqua. Venderlo ora dunque, prima che sia troppo tardi. Prima che Bernardeschi continui a bruciarsi calcisticamente su un fuoco, quello della Juve, particolarmente acceso di questi tempi.


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