Berlino, un anno dopo. Riproviamoci, ma occhio agli ex!

di Juventibus |

Di @Toccoditacco10

6 giugno 2015. Esattamente un anno fa. A Berlino finale di Champions, Juve-Barcellona!

Credo che tutti noi, chiudendo gli occhi, potremmo ricostruire mentalmente quella giornata.
Dove eravamo, con chi, come vivevamo l’attesa e come ci preparavamo alla partita. LA Partita.
A Berlino, forse nel punto più alto della nostra storia recente. Ecco, il punto più alto raggiunto ma non ancora la vetta, ciò che tutti noi sogniamo e che non abbiamo paura di pronunciare.
Ora, esattamente un anno dopo, a che punto siamo?
Cosa vuol dire per uno Juventino che sogna da anni -troppi- quella Coppa, vedersela sfuggire di nuovo? E vedere partire in un colpo i tre tenori Pirlo-Vidal-Tevez e ora forse Morata e Cuadrado, i quasi-eroi di Monaco? Forse quella Coppa non la rivedremo mai?
Assolutamente no. Ma cosa serve per arrivarci nuovamente?
In primis, vincere il girone.
Hai detto niente.
Obiettivo basilare e quest’anno insegna. Proprio contro la squadra abbonata alla vittoria in Europa League e presa a pallate a Torino, in casa loro è arrivato il KO fatale (per giunto arrivata dal re degli ex, ‘tacci tua, Fernando!). E’ stato lo “sliding doors” dell’anno. What if? Fossimo arrivati primi?

Altro punto, la consapevolezza di essere ormai un top club in Europa. Basta tremare ai sorteggi, fare tabelle, percentuali e scongiuri. Sono le altre a non volerci incontrare, anche le 3 big (Bayer, Real, Barca) a doverci evitare come la peste…e stavamo quasi per farne fuori una, anche quest’anno (casualmente con due ex, ‘tacci vostri, Arturo e Kingsley!). Il dilemma amarissimo resta: era davvero questo il nostro anno? Delle 4 semifinaliste ce n’era una veramente imbattibile, o forse eravamo con i nostri 10 euro in una trattoria stavolta da 20 euro, per intenderci?

Abbiamo avuto a che fare in questi anni con l’élite Europea (Atletico Madrid, Borussia Dortmund, Manchester City, Barca, Real e Bayern in due edizioni di Champions) e siamo in grado di giocarcela. Tolta la prima mezz’ora col Bayern in casa e proprio il primo tempo di Berlino, nessuna mai ci ha messo sotto, anzi!

Qualche innesto di qualità, giocatori di esperienza europea che sanno come affrontare la Champions ,coppa cosi strana da decifrare. E poi, rinforzarsi per il sogno europeo vuol dire aumentare il gap anche in Italia, dove già siamo oggettivamente due gradini su tutti..(finché non arriveranno i mega-miliardi cinesi e non partirà il moviolone in campo, ovvio…mica avete creduto di vincere perché siamo i più forti!?)

Se poi Simeone vuole andare all’Inter e togliersi il problema di perdere le Champions direttamente alla radice…se il Psg perde Ibra (e a Blanc lo hanno fatto.. noir), se il Real si stufa dopo averne vinte 11, se l’Inghilterra stavolta compete con Leicester e Tottenham …forse l’anno prossimo ce la giochiamo davvero, Messi permettendo.

E poi, il SE più importante: sempre SE l’anno prossimo non becchiamo contro Morata. O Cuadrado….