Benvenuto mister Sarri. “Scurdámmoce ‘o passato” e conquista i detrattori

di Riceviamo e Pubblichiamo |

Di Francesco Carini 

Maurizio Sarri è uno fra i migliori allenatori europei e il club bianconero ha deciso di puntare su di lui per questo motivo, nonostante il sogno Guardiola. Una società che in 8 anni vince altrettanti scudetti e raggiunge due finali di Champions League non lo avrebbe ingaggiato se non fosse stata sicura delle sue qualità.

Si fa presto a ripetere: «Sarri non è da Juve», «sempre con quella tuta… Gli manca lo stile» e altre litanie che hanno contraddistinto l’inizio estate dell’Italia calciofila. E queste sono carezze in confronto a quanto letto sul web in migliaia di commenti. Gli si rimprovera: «ha indicato il dito medio ai tifosi bianconeri», ma i supporter che si stanno sfogando contro il tecnico toscano-partenopeo si pongono il quesito su cosa lo abbia potuto condurre a quel gestaccio? Circola un video datato 22 aprile 2018 in cui un tifoso urla: «Odio Napoli», mentre passa il bus dove viaggiavano appunto il mister e la sua squadra, a cui il verace Maurizio ha risposto in quel modo.

Certamente dà fastidio, ma è più rispettoso insultare una città meravigliosa? Sarri poteva evitare, com’è obbligo di qualunque sostenitore innamorato del proprio club non scagliarsi tramite stupidi ed offensivi cori contro una tifoseria rivale, in particolar modo se si parla di Stile Juve e di sportività, fattori che hanno conquistato un certo Cristiano Ronaldo, rimasto impressionato dalla civiltà di una tifoseria che ha omaggiato il 3 aprile 2018 l’allora nemico n. 1 per una prestazione superba che peraltro ci condannò (insieme all’errore dell’arbitro Cakir, che non fischiò un rigore netto su Juan Cuadrado proprio nei minuti di recupero del match d’andata dei quarti contro il Real Madrid).

Per la cronaca, anche un brav’uomo come Carlo Ancelotti reagì come Sarri nell’estate 2008, non reggendo gli insulti rivoltigli che niente hanno a che vedere con lo sport, anche se Carletto ha sottolineato quanto i suoi screzi coinvolgessero solo un’esigua minoranza della tifoseria bianconera. Il fatto che non scocchi un feeling reciproco non significa che si possa infangare un individuo: è il minimo della convivenza civile.

Fino a quando non si capirà che il calcio è un gioco che deve regalare in primis gioia e che non appartiene a coloro i quali diffamano per sfogo: professionisti, tifoserie avversari e giornalisti, difficilmente cambierà la situazione.

Dall’altro lato, il dottor Cobolli Gigli, persona peraltro educata, ha confermato qualche giorno fa il suo dissenso nella scelta di virare su Sarri, ma dovrebbe sempre riflettere sugli errori della sua gestione prima di “bocciare” l’ingaggio dell’allenatore che ha alzato il 29 maggio scorso l’Europa League con il Chelsea. Converrebbe ricordare che nel 2008 la sua opposizione nell’acquistare un giocatore quale Dejan Stankovic, allora tesserato nell’Inter, costò un esborso di quasi 35 milioni di euro fra l’ingaggio di Poulsen (2008) e quello di Felipe Melo (arrivato nel 2009), che si rivelarono elementi non da Juve, al contrario del “Drago” serbo che divenne una pedina fondamentale per l’Inter di Mourinho, mentre i bianconeri continuarono ad annaspare sulla mediana fino all’arrivo nel 2011 di Andrea Pirlo ed Arturo Vidal.

Pertanto, prima di emettere sentenze su un tecnico che ha fatto una durissima gavetta e a cui il destino non ha mai regalato nulla, aspettiamo. Nessuno gli potrà mai togliere l’amore per la sua città, ma si può stare certi che il Comandante non si risparmierà pur di portare la Vecchia Signora a nuovi trionfi, anche se la sfida che lo attende sarà a dir poco ardua, a prescindere dall’ostilità che sta accompagnando il suo arrivo a Torino. Infine, considerando la provenienza di buona parte dei supporter di Madama sparsi per il Centro-Sud Italia, razionalmente ci si dovrebbe sentire più rappresentati da un uomo in tuta (che nostalgicamente ricorda per alcuni versi Cestmir Vycpálek) piuttosto che da ignobili cori di discriminazione territoriale.


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