Bentornato Alex Sandro, ora non lasciamolo solo

di Massimiliano Cassano |

Nonostante non sia più lo stesso delle prime stagioni in bianconero, nonostante la tenuta fisica non più brillante, nonostante i troppi match saltati, nonostante tutto, Alex Sandro è un’altra cosa. Non ce ne voglia Frabotta, chiamato spesso a sostituirlo in questo inizio di stagione, ma il brasiliano è l’unico capace di garantire quella sfrontatezza offensiva sugli esterni che per la Juventus di Pirlo è fondamentale. In un modulo che sfrutta l’ampiezza e promuove rapidi cambi di gioco, la squadra non può permettersi di essere arrembante da un lato (quello destro, con Chiesa e Cuadrado che cercano lo scatto e provano ad arrivare sul fondo) e timida dall’altro.

L’occupazione del lato opposto dell’area di rigore con il quinto uomo (l’esterno opposto) permette all’azione di restare viva in caso di pallone lungo o prolungato dai difensori. Cosa che è successa ad esempio in occasione della traversa colpita da Cristiano Ronaldo nel primo tempo. Lì, oltre al senso tattico offensivo di Sandro, il brasiliano ha messo in mostra anche tutta la sua tecnica nel dribbling stretto, e la propensione all’assist nel lasciare un pallone in zona pericolosissima per CR7, che non è riuscito però a centrare la porta.

Da terzino di risalita palla al piede, come lo era nei primi anni da bianconero quando era anche in una condizione fisica più esplosiva, Alex Sandro può diventare l’uomo da cercare con il cambio di gioco, capace di puntare l’avversario e con la tecnica giusta per saltarlo ed arrivare sul fondo. Ieri sera 2 passaggi chiave, 3 cross e un assist, per il gol di Chiesa, arrivato su traversone preciso dopo una proiezione offensiva che Frabotta non avrebbe potuto garantire per (legittima) inesperienza e attitudine difensiva.

Per due estati consecutive la dirigenza juventina ha deciso di lasciarlo senza un sostituto naturale. Scelta avventata che nella scorsa stagione lo ha portato a fare gli straordinari e arrivare all’ultima partita, l’ottavo di finale di Champions contro il Lione all’Allianz Stadium, letteralmente senza fiato e con i muscoli grondanti di acido lattico. Quest’anno Andrea Pirlo ha optato per la soluzione “green” fatta in casa, ma viste le condizioni di salute non brillanti di Alex Sandro si sarebbe dovuto optare per un acquisto in quel ruolo di un giocatore con le sue stesse doti offensive (dribbling, precisione nei cross). Non è troppo tardi per ovviare al problema, forse anche nel mercato di gennaio, per non continuare a sfidare la sorte e per evitare di chiedere nuovamente al brasiliano di giocare tutti i match, specie in un’annata come questa dal calendario particolarmente fitto.


JUVENTIBUS LIVE