Bentancur è il segreto di Sarri, che succede ora a Pjanic?

di Alex Campanelli |

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C’è un segreto di Pulcinella nella fluidità ritrovata da parte della Juventus di Sarri, finalmente convincente, contro l’Inter di Conte: è la posizione di Rodrigo Bentancur, regista essenziale ma non compassato, interditore efficace e nel contempo giocatore riflessivo, che con la sua interpretazione del ruolo ha inciso sulla gara quanto le magie di Dybala e le chiusure di de Ligt.

L’esclusione di Miralem Pjanic dall’11 titolare ha stupito fino a un certo punto: da tempo il bosniaco non si stava esprimendo sui suoi livelli e, pur possedendo una tecnica superiore a quella degli altri compagni di reparto, faticava non poco a trovare i giusti tempi di gioco, rendendo farraginosa la manovra della Juventus. L’apice è stato rappresentato dalla gara con il Lione: pur con l’attenuante dell’infortunio, Mire ha faticato sia nel fare da filtro che nel gestire il traffico a centrocampo, col proprio reparto che ha accompagnato ben poco gli attaccanti. La Juve ha cambiato ritmo con la sua uscita e con lo spostamento di Bentancur al centro; coincidenza o meno, tanto è bastato a Maurizio Sarri per riproporlo nel big match con l’Inter.

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La prestazione dell’uruguagio non è stata di quelle appariscenti, ma la touchmap ci viene incontro nel dipingere la grande porzione di campo da lui coperta, primo ad aiutare i difensori nelle (poche) situazioni di difficoltà e altrettanto presente oltre la metà campo, con tocchi magari non raffinati ma sempre rapidi e precisi (91% di passaggi riusciti) e con una grande di capacità di alternare il gioco a uno-due tocchi a quello più lento e ragionato, interpretazione nella quale stava difettando Pjanic nelle ultime uscite.

Rispetto al bosniaco Bentancur è sicuramente meno abituato a chiamare palla e farsi vedere dai compagni e gioca dunque meno palloni (77 contro l’Inter, una 15-20 in meno della media di Pjanic), ma sbaglia pochissimo e sta imparando a farlo in zone di campo poco sanguinose, dove a volte è permesso forzare la giocata, andando inoltre raramente alla ricerca del retropassaggio, in forte contrasto col topos di “Pjanic che la passa sempre all’indietro” (grafici e dati Corriere dello Sport). Ciliegina sulla torta, i 4 key pass serviti, tre dei quali su calcio d’angolo.

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Nei piani di Maurizio Sarri, Pjanic era il regista intoccabile, colui che doveva toccare 150 palloni, l’estensore in campo del verbo del tecnico; Mire ha giustificato tale investitura solo nella prima parte della stagione, e ora che sta facendo fatica la concorrenza di Bentancur sarà per lui preoccupante. Sarri lo riproporrà a stretto giro di posta, proverà a riportarlo all’antico ruolo di mezzala o lo relegherà senza pietà al ruolo di riserva? Lo scopriremo nelle prossime settimane, di certo dopo una prestazione di tale portata servirà una scelta forte per scalzare Rodrigo Bentancur dalla stanza dei bottoni della Juve.